Perché le coppie italiane vanno in terapia? Per migliorare il rapporto, tradimenti e ingerenze familiari

La terapia di coppia, soprattutto quando le difficoltà diventano persistenti e difficili da gestire autonomamente, rappresenta una risorsa essenziale per affrontare i problemi che possono sorgere all’interno di una relazione, come infedeltà, stress legato alla nascita di un figlio, perdita del lavoro o problemi di salute.

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Unobravo, a livello nazionale la principale motivazione che porta le coppie italiane a ricercare aiuto è la volontà di migliorare il rapporto (55,4%), dimostrando come molti considerino la terapia non solo una soluzione ai conflitti, ma anche uno strumento di prevenzione e rafforzamento del legame.
Seguono il bisogno di affrontare un tradimento (10,2%), le interferenze delle famiglie d’origine (9,4%), la gestione dei figli (7,1%), e il desiderio di separarsi/divorziare (6,6%). 

La maggior parte di richieste arriva dalle donne, 66,5%

Tra chi affronta criticità all’interno del rapporto di coppia (32,5%) e chi vive un malessere legato alla fine di una relazione (13,6%), ma chi affronta conflitti intergenerazionali, incomprensioni o tensioni dovute alla gestione della quotidianità (23,3%), l’analisi dell’Osservatorio Unobravo rivela una disparità di genere nelle richieste di sostegno terapeutico per problemi connessi alle relazioni interpersonali.

La maggior parte arriva infatti dall’universo femminile (66,5%), in particolare, le donne di età compresa tra 30 e 44 anni (46,1%), seguite dalle under30 (45,4%).

La principale preoccupazione delle coppie fra 30-44 anni è la separazione

Mentre entrambi i generi condividono come principale priorità il miglioramento del rapporto, gli uomini riportano con maggiore frequenza il bisogno di trovare strumenti per affrontare il tradimento (11,9%), mentre per la controparte femminile la questione è meno urgente (8,8%).

Le donne, al contrario, manifestano la necessità più marcata di reperire mezzi per limitare le ingerenze familiari (9,9%).
Tra le coppie di 30 e 44 anni, il tema della separazione/divorzio emerge come la principale preoccupazione (78,4%), mentre per quelle sotto 30 anni l’influenza delle famiglie d’origine rappresenta il problema predominante (22,4%).
Per le coppie over45, l’attenzione si sposta invece verso la gestione dei figli (23,17%).

Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna le regioni con più domanda

Nelle cinque regioni con il maggior numero di domande per l’avvio di un percorso di terapia di coppia (Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte), la motivazione principale rispecchia la tendenza nazionale, con percentuali di richieste per un supporto nel miglioramento del rapporto sempre superiori al 54%.

Tuttavia, analizzando le altre necessità, emergono alcune peculiarità regionali.
In Piemonte, la gestione del tradimento rappresenta una delle preoccupazioni più significative, così come in Veneto. Allo stesso tempo, l’Emilia-Romagna si distingue per avere la percentuale più alta di richieste legate a separazione o divorzio, mentre la più bassa si registra in Veneto. Nel Lazio, invece, si registra la percentuale più alta di coloro che chiedono sostegno per la gestione di una malattia.

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