Nei primi sei mesi dell’anno le vendite di vino nel canale retail sono calate a volume di quasi il 3% rispetto al 2023, a fronte di una crescita di poco meno dell’1% a valore. Nel complesso, emerge una riduzione nelle quantità vendute in tutti i format distributivi, ma non alle diverse categorie. Ad esempio, per i vini fermi e frizzanti il calo nei volumi risulta maggiore nell’e-commerce mentre è meno accentuato nel discount. Al contrario, per gli spumanti la variazione è positiva in tutti i comparti tranne il Cash&Carry.
Secondo l’ultimo Report Wine Monitor realizzato da Nomisma con NIQ-NielsenIQ, dopo una crescita dei consumi nel canale Horeca (+7%) nel primo trimestre 2024, nel secondo la variazione scende al +4,5%. Sui mercati esteri, invece, si scorge qualche segnale di ripresa.
Bene le vendite soprattutto verso USA, UK, Canada
Se è vero che al giro di boa del primo semestre 2024 le importazioni cumulate di vino nei principali 12 mercati globalisi mantengono ancora in territorio negativo (-4%), il Report segnala un miglioramento rispetto al cumulato del primo trimestre, quando il calo risultava pari al -9%.
Peraltro, le importazioni di vino dall’Italia registrano performance migliori rispetto al trend generale.
In particolare, rispetto allo stesso semestre del 2023 gli acquisti di vini italiani a valore risultano positivi negli Stati Uniti (+5,7%), nel Regno Unito (+4,7%), in Canada (+1,3%) e in Brasile, mentre soffrono in Germania (-9%) e nei paesi asiatici (Giappone, Cina e Corea del Sud).
Cresce l’export di Prosecco e rossi DOP toscani
In merito alle singole categorie, per i vini fermi e frizzanti italiani si evidenzia un ‘miglioramento’ rispetto al primo trimestre di quest’anno.
E se il calo degli acquisti nei top mercati mondiali si riduce di intensità, arrivando a un -2% a valore, con performance in controtendenza (e quindi positive) negli Stati Uniti, UK, Canada e Brasile, rispetto al primo semestre 2023, le importazioni di spumanti italiani mostrano un +4,5% a valore, con performance in crescita negli Stati Uniti, UK, Francia, Canada, Australia e Brasile.
Al contrario, continuano le riduzioni degli acquisti di spumanti italiani in Germania, Svizzera e Giappone.
Tra i nostri principali vini a denominazione, continua la crescita dell’export di Prosecco (+12% a valore) e recuperano i rossi Dop della Toscana (+6%) dopo il calo dell’anno scorso, mentre soffrono ancora quelli piemontesi (-2%).
Uno sguardo ai competitor
Il grande malato, in questo momento storico, sembra essere il vino francese, che più di altri soffre gli effetti di questa congiuntura economica negativa a livello mondiale: -10% il valore dell’export dalla Francia nel primo semestre 2024, con una flessione che tocca -17% nel caso dello Champagne e -16% per i rossi di Bordeaux, ma non risparmia neppure quelli della Borgogna (-7%).
In negativo anche l’export della Nuova Zelanda (-3%), mentre viaggiano in territorio positivo Spagna, Cile e Stati Uniti. In forte crescita l’Australia (+28%), in recupero dopo il crollo nell’export di vino dell’anno scorso.