Lo ha scoperto l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG Different: nel 2024 per i regali di Natale si spenderanno complessivamente 11 miliardi di euro, pari a una media di circa 256 euro pro capite.
In Italia il Natale è un momento di celebrazione che affonda le radici nelle tradizioni familiari, e il gesto di regalare doni occupa un posto speciale nel cuore di tutti.
Ma quest’anno 6,2 milioni italiani hanno dichiarato di ridurre il budget destinato ai regali di Natale. Il 47%, pari a oltre 2,9 milioni di persone, hanno affermato di essere costretti a contenere le spese natalizie.
La causa? L’aumento dei costi fronteggiati nei diversi ambiti della vita quotidiana, come il cibo, la salute, le bollette, e tanto altro.
Chi spenderà di più? Le donne e gli over 65
Quanto al budget, per i regali le donne hanno dichiarato di spendere 298 euro, in media di più rispetto agli uomini (213 euro). Tra le fasce anagrafiche più ‘alto spendenti’, gli over 65, a cui, in media, i regali costeranno circa 373 euro, probabilmente in virtù del desiderio di rendere felici i nipotini.
Ma per non dover rinunciare allo scambio dei doni, l’1% del campione intervistato ha ammesso che farà addirittura ricorso a un prestito personale per poter mettere i pacchetti sotto l’albero.
Da Nord a Sud la voglia di celebrare non manca. Mancano i soldi
A livello territoriale sono emerse alcune importanti differenze: nel Nord Ovest , ad esempio, si tende a scegliere regali economicamente più importanti rispetto a tutto il resto della Nazione. In media gli abitanti di questa zona d’Italia spenderanno 276 euro, un valore leggermente più alto rispetto ai 262 di chi abita al Sud o nelle Isole.
A sorpresa, dati inferiore rispetto alla media nazionale per il Centro Italia (253 euro), e per il Nord Est (221 euro).
Insomma, la voglia di celebrare e di fare regali non manca, e qualcuno è disposto a spendere pur di godersi l’atmosfera natalizia.
Dagli addobbi al cenone la lista dei rincari è più lunga della “letterina”
La spesa per i regali non è l’unica: dagli addobbi al cenone fino ai viaggi l’elenco è lungo, così come la lista dei rincari, quest’anno piuttosto corposa.
Come emerso dal rapporto di Facile.it – Consumerismo No Profit, per i prezzi di pranzo o cenone l’aumento è per i beni di prima necessità, come pasta, olio, riso, farina e pane.
Per gli addobbi di Natale, l’incremento è di circa il 16%, mentre chi si concederà un viaggio vedrà rincari sui voli aerei, con aumenti fino al 100%, sui viaggi in treno, con punte del +300%, e traghetti, fino al +20%.
E se per gli hotel il rincaro medio è di ‘appena’ l’8,1%, chi si concederà una vacanza sulle piste dovrà mettere in conto fino al 30% in più sul prezzo dello skipass rispetto a 3 anni fa.