Il 2024 si è distinto come l’anno più caldo mai registrato, segnando un superamento storico del limite di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Il Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus (C3S), gestito dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio (Ecmwf) per conto della Commissione Europea, ha pubblicato i dati allarmanti nel rapporto annuale Global Climate Highlights 2024.
“La temperatura globale ha raggiunto livelli mai visti prima”, sottolinea Carlo Buontempo, direttore del C3S. “L’umanità deve rispondere con urgenza: abbiamo ancora la possibilità di cambiare rotta, ma il tempo stringe”.
I numeri del cambiamento climatico
La temperatura media globale del 2024 è stata di 15,10°C, un valore che supera di 0,72°C la media del periodo 1991-2020 e di 0,12°C quella del 2023. Questo incremento equivale a 1,6°C sopra i livelli preindustriali (1850-1900), rendendo il 2024 il primo anno a superare stabilmente la soglia di 1,5°C.
“La media del biennio 2023-2024 conferma la tendenza al rialzo, anche se non implica ancora che sia stato superato il limite dell’Accordo di Parigi, basato su medie ventennali”, specificano gli esperti. Tuttavia, questi dati sottolineano il rapido aumento delle temperature globali.
Un anno di anomalie termiche
Durante i primi sei mesi del 2024, ogni mese ha fatto registrare temperature più elevate rispetto agli anni precedenti. A luglio, le anomalie termiche hanno raggiunto il loro picco, con il 22 luglio identificato come il giorno più caldo di sempre: 17,16°C di media globale. Agosto ha eguagliato il record del 2023, mentre i mesi successivi si sono mantenuti tra i più caldi mai registrati.
Gli impatti in Europa e sugli oceani
In Europa, il 2024 è stato l’anno più caldo, con una temperatura media di 10,69°C, ben 1,47°C sopra la media 1991-2020. Anche gli oceani hanno registrato temperature record: la temperatura superficiale marina (SST) ha raggiunto 20,87°C, segnando un nuovo massimo storico.
Fenomeni estremi in aumento
Il 2024 è stato segnato da eventi meteorologici estremi: ondate di calore, tempeste violente e incendi boschivi. La quantità di vapore acqueo nell’atmosfera ha raggiunto livelli record, aumentando il rischio di piogge intense e cicloni tropicali.
L’impatto di queste temperature si è fatto sentire anche sulla salute, con un numero crescente di giorni caratterizzati da stress da calore elevato, pericoloso per l’uomo. “Le decisioni informate basate sulla scienza sono essenziali per affrontare il cambiamento climatico”, conclude Mauro Facchini della Commissione Europea.