Le imprese italiane sanno di cosa hanno bisogno. Il problema è che, troppo spesso, non riescono a trovarlo. A dirlo è l’ultima fotografia scattata dal Sistema informativo Excelsior, sviluppato da Unioncamere con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e sostenuto dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall’Unione europea. I dati arrivano in occasione della 34ª edizione di Job&Orienta, il salone veronese dedicato a scuola, formazione e lavoro.
Quest’anno le aziende avevano programmato l’ingresso di 670mila laureati, 120mila diplomati ITS Academy, oltre 1,3 milioni di diplomati delle scuole superiori e 2,3 milioni di qualificati professionali. Numeri imponenti, che però si scontrano con una dura realtà: quasi un profilo su due è difficile da reperire. Per i tecnici ITS la percentuale schizza al 57,3%, mentre tra i laureati la difficoltà supera il 50%.
Unioncamere: “Serve un orientamento più precoce”
“Il divario tra ciò che le imprese cercano e ciò che il mercato offre resta molto ampio”, osserva Andrea Prete, presidente di Unioncamere. Un fenomeno tutt’altro che esclusivamente italiano, ma che nel nostro Paese pesa come un macigno sulla competitività.
Secondo Prete, servono tre mosse decisive: orientamento scolastico avviato prima, un rapporto più stretto tra università e imprese per trattenere i giovani talenti, e un dialogo più fluido tra formazione e mondo produttivo.
A “caccia” di laureati, ma difficili da trovare
Le lauree più gettonate restano economia (193mila ingressi potenziali) e ingegneria (127mila). Seguono gli indirizzi dedicati all’insegnamento e alla formazione e quelli sanitari e paramedici. Per i giovani sotto i 30 anni, spiccano le opportunità nelle aree statistiche e motorie.
A complicare il quadro è il mismatch più duro proprio nelle discipline STEM: chimica e farmaceutica (72,4% di difficoltà di reperimento), area sanitaria (70,8%) e medico-odontoiatrica (67,2%).
Tecnici ITS sempre più richiesti, ma quasi impossibili da reperire
Sul fronte ITS le imprese cercano soprattutto profili legati ai servizi alle aziende, alla meccatronica e all’innovazione di prodotto.
Le opportunità per gli under 30 sono altissime, in particolare nei settori della mobilità e dell’energia sostenibile. Eppure oltre metà dei tecnici non si trova, con tassi di irreperibilità che sfiorano il 94% nella sostenibilità energetica.
Diplomati e qualificati: carenze nei percorsi tecnici
Tra i diplomati, amministrazione–finanza–marketing guida la classifica delle richieste, seguita dal turismo e dagli indirizzi tecnici. Anche qui, quasi 634mila profili risultano introvabili.
Nel mondo della formazione professionale, ristorazione, logistica e meccanica restano gli ambiti più richiesti, ma oltre 1 milione di profili IeFP (47%) è difficile da trovare, con criticità che superano il 60% nelle competenze meccaniche, termoidrauliche ed elettriche.
Un’emergenza strutturale che chiede risposte
Il 2025 conferma dunque un trend che non è più un’eccezione ma una costante: l’Italia cerca competenze che non ha, mentre i giovani faticano a orientarsi in un mercato del lavoro che cambia a velocità record.
Un nodo da sciogliere con politiche lungimiranti, formazione mirata e un orientamento che accompagni davvero le scelte dei ragazzi. Perché senza un incontro tra domanda e offerta, la crescita rischia di restare solo sulla carta.