Shopping: torna il negozio, e-commerce delle insegne fisiche a -3,8%

La ricerca Migliore Insegna 2024, promossa da Largo Consumo e Ipsos, ha come obiettivo quello di misurare la qualità della relazione tra clienti e 124 insegne, in particolare, riguardo a offerta, punto vendita, servizio, personale, elementi di identità di insegna (esperienze personalizzate, programma fedeltà, ESG) e forze della relazione (CX Forces di Ipsos).
La quarta edizione della ricerca conferma l’importanza crescente dell’identità di insegna nelle strategie dei Retailer, nonché il ritorno alla centralità del punto vendita.

Si sta infatti raffreddando l’entusiasmo per gli acquisti e-commerce delle insegne fisiche, mentre migliorano leggermente le insegne 100% digitali.

Viva lo store fisico!

L’esperienza digitale rimane positiva, anche se l’acquisto online non è semplice per tutti, soprattutto quando si parla di spesa alimentare. I consumatori giudicano in modo positivo elementi come facilità di utilizzo e facilità di acquisto, mentre sono meno soddisfatti dei servizio post vendita.
Lo store fisico torna quindi al centro delle scelte dei consumatori, tanto che l’indice di advocacy in un anno è cresciuto del 2,5%.

Proprio in tal senso rispetto al 2023 si registra un calo di quasi il -1% dell’e-commerce delle insegne fisiche e del -3,8% sul 2022.
Il calo maggiore riguarda il settore alimentare e grocery, che scende del -2.9% in un anno. 

Diminuisce la soddisfazione funzionale dell’esperienza di acquisto

L’unicità dell’insegna e la sua capacità di creare un legame emotivo con i clienti diventa un elemento chiave per garantire differenziazione e aumentare la forza dell’insegna.

Un trend a sorpresa riguarda invece i giudizi sugli aspetti funzionali dell’esperienza di acquisto. Assortimento e qualità dei prodotti, da sempre i punti di forza della distribuzione italiana, segnano un lento costante calo e non sono mai stati così bassi dal 2021.
Nel dettaglio, i giudizi medi sull’identità di insegna sono cresciuti costantemente, aumentando del 6% dal 2021 a oggi, mentre la soddisfazione funzionale (prezzi, promozioni, qualità prodotti, assortimento, assistenza all’acquisto, aspetto dei negozi) dal 2021 a oggi è diminuita dell’1,6%.

Creare una connessione emotiva con i propri clienti

I clienti sono soddisfatti dei negozi che riconoscono essere accessibili, con comodi parcheggi e con un buon assortimento. Gli aspetti meno graditi, a parte prezzi e promozioni che in tempi di incertezza e inflazione sono prevedibili, sono relativi ad alcuni aspetti di servizio in negozio, un’area su cui fare attenzione.

Il personale quando è presente è cortese e competente, ma la presenza del personale e l’assistenza all’acquisto sono le aree di miglioramento.
Dall’indagine emerge poi come le categorie di insegne più consigliate dai consumatori italiani siano erboristerie, librerie e gioiellerie, e non solo perché evidenziano una forte componente di vendita assistita.
Sono queste le categorie che stanno lavorando per mettere davvero il cliente ‘al centro’ e creare una connessione emotiva.

Controvento: le aziende alla guida del Paese generano 101,3 miliardi di ricavi

È quanto emerge dalla quinta edizione dell’Osservatorio ‘Controvento: le aziende che guidano il Paese’, curato da Nomisma in collaborazione con CRIF e CRIBIS.
Le aziende Controvento rappresentano le eccellenze imprenditoriali del Paese. Complessivamente, generano il 9,4% dei ricavi, pari a 101,3 miliardi di euro, il 21,1% dell’EBITDA, e il 14,2% del valore aggiunto complessivo della manifattura italiana.

Questo gruppo di imprese, prevalentemente del settore manifatturiero italiano, è capace di crescere nonostante gli ostacoli. Si tratta di realtà che vantano performance altamente sopra la media, e si distinguono dalle altre per alcuni parametri particolarmente indicativi, come la crescita dei ricavi, la marginalità e la creazione di valore aggiunto.

Capaci di performance straordinarie anche durante la crisi

L’Osservatorio Controvento è nato con l’obiettivo di identificare le imprese manifatturiere nazionali capaci di performance straordinarie anche nell’attuale economia italiana dello ‘zero-virgola’. 
Negli ultimi 5 anni la quota di queste imprese oscilla tra il 6,5% e il 7,2%, con un ricambio annuo pari al 50% del totale. Si rileva quindi un fenomeno ricorrente che porta a pensare che la massa trainante sia rappresentata da questa quota.

Tra le imprese Controvento la classe dimensionale non sembra incidere sulla marginalità. Negli ultimi 5 anni le performance più positive riguardano maggiormente le micro e piccole imprese, con un EBITDA in crescita rispettivamente del +295% e del +234.

Tra il 2017-2022 ricavi cresciuti del 96%

Considerando i ricavi prodotti tra il 2017 e il 2022, quelli delle imprese Controvento sono cresciuti del 96%, mentre il resto delle imprese è complessivamente cresciuto del 39%.
Le imprese Controvento con oltre 500 dipendenti crescono in maniera più contenuta (+81% ricavi), mentre le grandi imprese mostrano performance migliori di tutti i cluster (+129%).

Inoltre, negli ultimi anni si osserva un allargamento del target di imprese Controvento verso il Sud, sebbene il Nord-Est riconfermi una maggiore predisposizione a ospitarle, con il Veneto l’unica regione entrata per 5 edizioni consecutive nel report sia per numero di imprese sia per ricavi prodotti.

I settori Controvento: packaging, cosmetica, metallo

Quanto ai settori produttivi, si possono individuare alcuni comparti che accentuano la propria rilevanza tra le imprese Controvento. Tra quelli vincenti, nei quali l’incidenza relativa delle variabili considerate (numero di imprese, ricavi, EBITDA, valore aggiunto) è sempre superiore alla media, si segnalano i comparti della cosmetica, della metallurgia e metallo, del legno e sughero, e la carta.

Prendendo in esame i soli ricavi, i settori che negli ulti 5 anni sono sempre rientrati in Controvento sono il packaging, la cosmetica, i minerali non metalliferi e il metallo.
Dall’altra parte, i settori mai entrati nel gruppo delle aziende con performance sopra la media vanno segnalati quelli alimentare, delle apparecchiature elettriche e della stampa.

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Formazione permanente, necessaria per il successo personale e professionale

In un contesto sempre più dinamico, caratterizzato da rapidi cambiamenti tecnologici, economici e sociali, la formazione permanete si presenta come un elemento cruciale per il successo personale e professionale. Mai prima d’ora è stato così fondamentale adattarsi costantemente alle novità , acquisire nuove competenze e rimanere aggiornati rispetto alle evoluzioni del mondo che ci circonda.

Adattarsi al cambiamento

Il mondo di oggi si evolve a una velocità inimmaginabile solo fino a pochi anni fa. Di continuo emergono nuove tecnologie e metodologie. Mantenersi aggiornati è l’unico modo per rimanere al passo con tali cambiamenti, acquisendo gli strumenti necessari per adattarsi e inserirsi in ambienti in rapida trasformazione.

Coloro che investono nella loro crescita personale attraverso la formazione sono più propensi a cogliere le opportunità che si possono presentare e a superare sfide impreviste.

Aprirsi al futuro

Le competenze richieste dal mercato del lavoro stanno subendo una profonda trasformazione. Settori come l’intelligenza artificiale, l’automazione e la digitalizzazione stanno ridefinendo il concetto di occupazione. La formazione continua consente alle persone di acquisire competenze valide oggi e nel futuro, come la capacità di lavorare con algoritmi, la comprensione della data science e ulteriori skills, in modo da diventare sempre “appetibili” per le aziende e i recruiter.  

Crescita a 360 gradi

L’apprendimento continuo non riguarda solo la qualificazione professionale, ma anche la crescita personale. Acquisire nuove conoscenze e competenze arricchisce la vita di ogni individuo, stimolando la curiosità e contribuendo a mantenere una mente aperta. Questa crescita personale può influenzare positivamente la carriera, le relazioni e la soddisfazione generale nella vita.

Flessibilità e resilienza

Continuare a studiare, infatti, è la strada maestra per allenare la flessibilità mentale e la resilienza. Affrontare nuove sfide e imparare nuovi concetti richiede una mentalità aperta e la capacità di adattarsi. Le persone che seguono corsi di formazione sono più abili a gestire lo stress e ad affrontare le difficoltà con una mentalità positiva.

In conclusione, la formazione permanente è un investimento necessario per avere successo nel mondo moderno. Che si tratti di acquisire nuove competenze tecnologiche, di migliorare le skills interpersonali o di esplorare nuovi campi di conoscenza, la costante ricerca di sapere crea persone più preparate e adattabili. In un mondo che cambia così rapidamente, la chiave per eccellere è rimanere al passo con i tempi.

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Dalla transizione verde 30 milioni di posti lavoro entro il 2030

La trasformazione verde delle aziende porterà a un aumento delle opportunità di impiego nell’ambito della sostenibilità, creando fino a 30 milioni di nuovi posti di lavoro nel mondo entro il 2030. Soltanto in Europa, oltre 1,7 milioni entro il 2040, grazie allo sviluppo di molecole verdi, come l’idrogeno e i biocarburanti, nell’ambito della transizione energetica.

Emerge dal report Building Competitive Advantage with A People-First Green Business Transformation, di ManpowerGroup, presentata al World Economic Forum di Davos.
Secondo il report, il 70% delle aziende di tutti i settori pianifica di assumere i cosiddetti ‘green jobs’. Soprattutto nei settori energia e servizi pubblici (81%), IT (77%) e servizi finanziari (75%).

Mancano le competenze

Tuttavia, la transizione richiederà la riqualificazione e l’aggiornamento del 60% dei professionisti per dotarli delle competenze necessarie a soddisfare la domanda verde. A livello globale, solo 1 lavoratore su 8 possiede più di una competenza ‘green’.

Se l’Italia è tra i Paesi che presentano maggiori carenze di competenze, il 94% dei datori di lavoro a livello globale riconosce di non avere in azienda i professionisti necessari per raggiungere gli obiettivi ESG, e il 75% ha difficoltà a trovare i talenti con le competenze ricercate.
Reperimento di candidati qualificati (44%), creazione di programmi di riqualificazione efficaci (39%) e identificazione di competenze trasferibili (36%) sono i principali ostacoli alla transizione verde.

Non tutti sono entusiasti del cambiamento

A livello settoriale si riscontrano differenze nell’entusiasmo verso la transizione verde. I lavoratori dei comparti IT (75%) e servizi finanziari/immobiliare (74%) sono i più pronti ad accogliere le prossime trasformazioni in ambito sostenibilità. Al contrario, i lavoratori dei settori energia e utility (64%) e trasporti, logistica e automotive (62%) sono meno ottimisti.

In generale, la maggior parte dei lavoratori è ottimista sulla transizione verde. Anche nel valutare un’opportunità di lavoro, le persone analizzano i progressi che le aziende hanno fatto in campo ambientale, più che le promesse.
Si tratta di un fatto positivo per i datori di lavoro che investono nella costruzione di modelli di business più sostenibili.

GenZ e Millennials i più ottimisti

Anche a livello generazionale si riscontrano discrepanze tra lavoratori.
Se infatti un terzo (32%) dei GenZ crede che i lavori verdi saranno contraddistinti da una retribuzione più elevata, solo il 14% dei Boomers condivide questo pensiero. Inoltre, il 75% degli appartenenti alla GenZ svolge ricerche sull’impegno delle aziende in ambito sostenibilità, e il 46% afferma che ciò influisce sulla probabilità di scegliere un determinato datore di lavoro.

Inoltre, per il 71% dei GenZ e il 60% dei Millennial le iniziative verso un mondo più sostenibile miglioreranno il loro lavoro, rispetto ad appena il 44% dei Boomers.
Le generazioni più giovani intravedono anche maggiori opportunità di sviluppo della propria carriera, riporta Italpress, con il 35% della Gen Z e il 34% dei Millennial che lo considerano uno dei principali vantaggi della transizione.

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La cybersecurity industriale nel 2024: sfide e prospettive

Kaspersky, tramite il suo Industrial Control Systems Cyber Emergency Response Team (ICS CERT), ha diffuso le previsioni per il 2024 in merito alle principali sfide di cybersecurity che il settore industriale dovrà affrontare nel corso dell’anno.

Le proiezioni mettono in luce la persistenza delle minacce ransomware, l’aumento dell’hacktivism a sfondo cosmopolitico, una visione sulla “offensive cybersecurity” e le trasformazioni delle minacce nel settore logistico e dei trasporti.

Il bilancio del 2023

Guardando al 2023, Kaspersky accendi i riflettori su alcuni aspetti chiave della cybersicurezza industriale, che potrebbero evolversi ancora nel corso dei prossimi mesi. In particolare, la ricerca dell’efficienza nei sistemi IIoT e SmartXXX ha contribuito ad ampliare la superficie di attacco, mentre l’impennata dei prezzi dei fornitori energetici ha portato a un aumento dei costi dell’hardware, favorendo il passaggio strategico verso i servizi cloud.

L’ingerenza governativa nei processi industriali ha introdotto nuovi rischi, come le fughe di dati causate da dipendenti non qualificati e procedure di comunicazione responsabile non adeguate.

Ransomware: il pericolo numero uno  

Nel 2024, il ransomware sarà ancora il principale motivo di preoccupazione per le imprese industriali. Grandi organizzazioni, fornitori di prodotti e società di logistica dovranno affrontare rischi importanti, con potenziali impatti economici e sociali gravi. I criminali informatici mireranno alle aziende in grado di pagare riscatti consistenti, causando interruzioni nella produzione e nelle consegne.

Hacktivism cosmopolitico: si intensificano le proteste digitali

Si prevede un aumento dell’hacktivism a sfondo geopolitico nel 2024, con conseguenze potenzialmente più distruttive. Oltre ai movimenti di protesta nazionali, si anticipa una crescita dell’hacktivism cosmopolitico, guidato da programmi socioculturali ed economici come l’eco-hacktivism. Tale diversità di motivazioni renderà il panorama delle minacce più complesso e impegnativo.

Offensive cybersecurity 

L’utilizzo della “offensive cybersecurity” per raccogliere informazioni sulle minacce avrà conseguenze contrastanti. Se da un lato migliorerà la sicurezza aziendale offrendo indicazioni precoci di possibili compromissioni, dall’altro potrebbe attraversare la sottile linea tra la zona grigia e quella d’ombra.

Le attività informatiche a scopo di lucro, utilizzando strumenti commerciali e open-source, potrebbero operare in modo più discreto, rendendo difficile il rilevamento e le indagini.

Minacce evolute nei trasporti e nella logistica

La rapida automazione e la digitalizzazione dei settori logistica e trasporti introdurrà nuove sfide, unendo crimini sia informatici sia tradizionali. Tra questi, potrebbero aumentare furti di veicoli e merci, pirateria marittima e contrabbando.

I cyberattacchi non mirati potrebbero causare conseguenze fisiche, specialmente nel settore dei trasporti fluviali, marittimi, su strada e con veicoli speciali.

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Le alternative all’aria condizionata

L’aria condizionata è il sistema più efficace per ridurre la temperatura e l’umidità dell’aria in un ambiente chiuso. È un’ottima soluzione per rinfrescarsi durante i mesi estivi, ma può essere un sistema che non va bene per tutti.

Pensiamo ad esempio a chi è in affitto e non desidera investire in un climatizzatore che poi rimarrà nell’appartamento, o per quanti hanno a cuore il tema ambientale e preferiscono una soluzione diversa.

Qualsiasi sia la ragione che spinge a cercare valide alternative all’aria condizionata ne esistono diverse, ciascuna con i propri vantaggi e svantaggi. Vediamo allora di seguito quali sono le principali.

Ventilatori da tavolo

I ventilatori sono l’alternativa più semplice e diffusa all’aria condizionata. Sono dispositivi economici e che consumano poca energia. Funzionano convogliando l’aria calda verso l’alto e creando una corrente d’aria fresca.

Ad ogni modo i ventilatori sono adatti per rinfrescare piccoli ambienti, ma non sono molto efficaci in spazi più grandi o molto caldi. Inoltre, possono essere rumorosi, soprattutto quelli a pale.

Ventilatori a soffitto

I ventilatori a soffitto sono una soluzione elegante e discreta per rinfrescare gli ambienti. Sono generalmente più silenziosi dei ventilatori a piantana o da tavolo.

Sono efficaci in ambienti medio-grandi e possono essere utilizzati anche per migliorare la circolazione dell’aria. Quando il caldo non è eccessivo, l’azione continua di un ventilatore a soffitto può anche fare in modo da non far sentire la necessità di avere l’aria condizionata.

Raffrescatori evaporativi

I raffrescatori evaporativi sono dispositivi che funzionano sfruttando l’evaporazione dell’acqua, ed il principio è semplice: l’acqua viene nebulizzata nell’aria, che si raffredda a contatto con essa.

I raffrescatori evaporativi sono efficaci in ambienti medio-grandi e sono più silenziosi dei ventilatori. Certo, bisogna sapere che consumano un po’ più energia e possono essere meno efficaci in ambienti particolarmente caldi o laddove il tasso di umidità è elevato.

Deumidificatori

I deumidificatori sono degli apparecchi che hanno il compito di rimuovere l’umidità dall’aria. L’aria più secca è infatti percepita come più fresca, anche se la temperatura non varia.

Questi dispositivi sono efficaci in ambienti medio-grandi e possono essere utilizzati anche per migliorare la qualità dell’aria. Ad ogni modo, consumano più energia dei ventilatori e dei raffrescatori evaporativi, dunque tienine conto se l’intento è quello di risparmiare.

Condizionatori portatili

I condizionatori portatili sono degli interessanti dispositivi che possono essere spostati da un ambiente all’altro. Essi rappresentano una buona soluzione per chi non vuole o non può installare un condizionatore fisso.

Il bello è chiaramente che i condizionatori portatili possono essere adoperati e riposti quando finisce l’Estate. Sono efficaci in ambienti medio-grandi e sono meno costosi dei condizionatori fissi.

Considera però che sono più rumorosi dei calssici monosplit e hanno il problema dello scarico d’aria calda, per il quale potrebbe rendersi necessario bucare ad esempio una finestra.

Climatizzazione canalizzata

Se il problema per il quale stai valutando delle alternative all’aria condizionata è lo scarso impatto estetico dei monosplit, puoi considerare l’aria condizionata canalizzata.

La climatizzazione canalizzata è un sistema di climatizzazione che distribuisce l’aria fresca attraverso una rete di tubi, ben nascosti all’interno di una controsoffittatura.

È una soluzione efficace che consente di avere una temperatura uniforme in tutta la casa, e può essere utilizzata anche per riscaldare l’ambiente.

Conclusione

Individuare l’alternativa più adatta all’aria condizionata dipende da vari fattori, alcuni dei quali riguardano le caratteristiche dell’ambiente da climatizzare ed altre le esigenze personali.

Chiaramente è anche il budget ad incidere, nonché la possibilità di effettuare piccoli lavori edili tra le mura domestiche.

Ad ogni modo, quelle appena citate sono le soluzioni più idonee per raffrescare gli ambienti senza l’aria condizionata o comunque superando il problema dell’impatto estetico dei condizionatori monoblocco.

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Fatturazione elettronica: le novità del 2024

Lo scorso 31 dicembre è scaduto il regime transitorio previsto dal Decreto Legislativo 127/2015 che a determinate condizioni consentiva ai titolari di partita IVA di continuare a utilizzare le fatture cartacee, almeno per le transazioni tra privati.
L’obbligo di fatturazione elettronica è invecescattato subito per forfettari, minimi ed enti del terzo settore in regime forfettario, che emettono fatture alle Pubbliche amministrazioni.

Cosa è cambiato dal 1° gennaio 2024? La principale novità è l’estensione dell’obbligo di fatturazione tramite SDI anche a titolari di partita IVA in regime forfettario o appartenenti al vecchio regime dei minimi. Ma non è l’unica.

Rendere più facilmente tracciabili gli importi fatturati

In ogni caso, dal 1° gennaio 2024 chiunque emette fattura dovrà farlo in formato elettronico. Secondo le stime, mezzo milione di professionisti in più potrebbero trovarsi per la prima volta alle prese con la fatturazione elettronica.

La novità è intesa a semplificare numerose operazioni fiscali e soprattutto a rendere più facilmente tracciabili e conoscibili al fisco gli importi fatturati.
La conseguenza più rilevante è la maggiore probabilità di essere oggetto di accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate su acquisti e forniture incongrue rispetto al volume di fatturato.

L’obbligo della conservazione a norma delle fatture

Ma non mancano conseguenze più pratiche: ci si deve infatti registrare sull’applicativo disponibile gratuitamente sul sito della stessa Agenzia che consente di emettere e conservare le proprie fatture.
Tra gli obblighi che derivano dalla fatturazione elettronica estesa anche a forfettari e minimi, di cui gli stessi potrebbero sottostimare l’importanza, c’è infatti anche quello della registrazione e conservazione a norma delle fatture elettroniche.

I migliori servizi di fatturazione elettronica si occupano anche di questo aspetto, ma per una maggiore sicurezza e per riuscire a conservare in un unico ‘luogo’ tutta la documentazione digitale della propria azienda si potrebbe optare per servizi ad hoc, come Doceasy.

Cambiano gli elenchi di controllo e le modalità per accedere al reverse change

Per tornare alle novità 2024 sulla fatturazione elettronica, quest’anno cambiano gli elenchi di controllo. In pratica, viene rifiutata la fattura elettronica se viene riscontrata l’invalidità della dichiarazione d’intento. Cambiano anche le modalità per accedere al regime del reverse change. Anche nel caso delle operazioni realizzate con l’estero, ma non correttamente assoggettate a tale regime, si potrà ricorrere al documento TD28.

Altre novità previste sono quelle che consentono agli operatori agricoli in regime speciale di gestire automaticamente le liquidazioni IVA, e soprattutto, l’applicazione delle regole tecniche previste in Europa per le fatture elettroniche verso le PA e capaci di garantirne la piena interoperabilità. 

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Agriturismo: dati e trend positivi di un settore di successo 

Se la forza trainante dell’agriturismo risiede nelle sue offerte economiche chiave, degustazione, alloggio e ristorazione, nel periodo 2004-2022 le aziende con servizio di degustazione hanno registrato un aumento annuo medio del 4,5%, evidenziando una connessione crescente con i prodotti DOP e IGP.
Allo stesso tempo, le aziende con alloggio e ristorazione hanno seguito con tassi medi annui rispettivamente del 3,4% e del 3,2%.

Secondo un report dell’Istat dedicato al settore agrituristico, in generale in Italia si è passati da poco più di 14mila aziende nel 2004 a 25.849 nel 2022, riflettendo un tasso di crescita medio annuo del 3,8%.
Una crescita distribuita in modo uniforme tra le diverse macro aree del Paese, con punte del 5,5% e 4,3% nel Nord-Ovest e nel Centro, e valori leggermente inferiori nel Sud, Isole, e Nord-Est. 

Quasi il 64% dei Comuni italiani è agrituristico

Sempre secondo l’Istat, oltre il 53% delle aziende agrituristiche si localizza nelle aree collinari, il 31% in quelle montane e il 16% in pianura.
Rispetto al 2004, il valore della produzione nel settore agrituristico è cresciuto al ritmo del 4,2% all’anno, triplicando la capacità produttiva in termini assoluti. Un risultato notevole, soprattutto se confrontato con il settore agricolo generale (+0,51%).

Anche sotto l’aspetto della diffusione territoriale i dati sono altrettanto impressionanti. Se nel 2004 i Comuni che ospitavano almeno un agriturismo (Comuni agrituristici) erano 3.352 in 18 anni se ne sono aggiunti 1.677, portando il totale a oltre 5.029, quasi il 64% dei Comuni italiani.

La nuova frontiera della multifunzionalità 

La trasformazione del settore è evidente nella proliferazione di aziende agrituristiche multifunzionali, caratterizzate dalla capacità di offrire almeno tre servizi distinti. 
Le aziende agrituristiche multifunzionali, che rappresentano il 28,2% di tutte le strutture attive, si presentano come un elemento consolidato e rilevante all’interno di questo settore in continua trasformazione.

Dal punto di vista geografico, il Centro si conferma come il luogo principale per la presenza di aziende multifunzionali, con il 28,1% del totale, seguito da Nord-Est (24,7%), Nord-Ovest (19,9%), Sud (16,3%) e Isole (11%).

Donne alla guida nel 34,1% dei casi 

La presenza femminile alla guida delle aziende agrituristiche è in costante aumento, con un totale di oltre 8.800 donne (34,1%) che gestiscono tali attività.
La maggior quota di conduttrici si concentra principalmente al Sud (46,6%), con valori che si avvicinano al 50% in Basilicata, Campania e Calabria.

Al Centro le donne alla guida sono il 36%, con Lazio e Umbria entrambi al 45%, mentre la Toscana registra una percentuale leggermente più bassa (31%). La quota di conduttrici è pressoché simile nelle Isole (36%) e nel Nord-ovest (36%), con la Liguria in testa al 50% di aziende guidate da donne.
L’indice di prevalenza di genere, che indica il rapporto tra aziende con conduttore e aziende con conduttrice, evidenzia una maggiore propensione all’imprenditoria femminile in Basilicata, Liguria e Campania. Al contrario, regioni come Trentino-Alto Adige/Südtirol, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia mostrano un indice più basso.

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Quali sono i trend del 2024 per l’e-commerce? 

In vista del 2024 le aziende sono orientate ai prossimi obiettivi di crescita, e le strategie per fidelizzare la clientela ed espandere il raggio d’azione commerciale si accompagnano a una predisposizione accurata dei canali online.
Per essere pronti a cogliere tutte le opportunità dell’e-commerce Calicantus offre una panoramica sui maggiori trend italiani e internazionali dell’anno che sta per iniziare. Il primo, è la consegna in 24h, cruciale per mantenere un alto vantaggio competitivo. Il secondo, essere presenti all’interno di Marketplace con schede prodotti ricche di immagini e dettagli, per sfruttare in modo efficiente il potenziale di mercati online.

Ma nell’arco dei prossimi mesi ci si aspetta anche un significativo aumento del Social Commerce, con nuove opportunità per coinvolgere e incrementare la base clienti.

Intelligenza artificiale generativa e Realtà aumentata

AI e apprendimento automatico, poi, stanno trasformando radicalmente l’e-commerce. Il potenziale della Realtà Aumentata poi è immenso, e nel 2024 le aziende che la incorporeranno nelle strategie di e-commerce otterranno un vantaggio competitivo significativo.
Mediante l’AI generativa, poi, la funzionalità legata alle Ricerche Vocali sarà decisamente potenziata per rendere la Customer Experience più coinvolgente e con un approccio conversazionale.
Ma quando l’e-commerce ha volumi di vendita importanti, diventa fondamentale implementare un Sistema di Gestione degli Ordini (OMS), in grado di orchestrare tutte le fasi secondo una customer experience eccellente.

Puntare su servizi in abbonamento e transazioni B2B

Non sono da meno i servizi in abbonamento, tendenza destinata a proseguire anche nel 2024. Per un lancio di successo, è cruciale implementare un sistema di gestione abbonamenti user-friendly, perché adottando i servizi in abbonamento si aprono opportunità per coltivare relazioni durature con i clienti e generare entrate ricorrenti.
Anche le transazioni B2B si sposteranno sempre più online, rendendo necessario un cambiamento nel modo in cui le aziende interagiscono con i Buyer.

Secondo Wunderman Thompson, il 90% degli utenti si aspetta un’esperienza d’acquisto simile al B2C anche nell’ambito B2B.
GenZ e Millennial stanno assumendo ruoli di responsabilità decisionali per gli acquisti B2B, e preferiscono ricercare e comprare prodotti online, spesso eludendo le tradizionali interazioni di vendita.

Tutti i plus dell’Advertising

L’Advertising resta un’attività fondamentale per la promozione dell’e-commerce, e nel 2024 vede alcuni sostanziali cambiamenti. Anzitutto, per avere automazioni ottimizzate sono necessari i dati, pertanto i tracciamenti diventano fondamentali.

Ma nel 2024 gli esperti dovranno affrontare normative sulla privacy più severe e il rifiuto dei cookie di terze parti. Di conseguenza, il settore si sta spostando verso la priorità data ai dati proprietari come nuovo standard, nonché l’utilizzo più massiccio delle conversioni avanzate.
Ignorare i social media nelle strategie PPC, poi, limita il raggio d’azione. Occorre quindi scegliere quali piattaforme sono le più adatte ai potenziali acquirenti per inserirli nella strategia aziendale.

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I giovani e la fruizione culturale tra consumi online e offline

Nel 2022 la cultura in Italia ha guadagnato maggiore attrattiva grazie alla flessibilità offerta dalle modalità di fruizione da remoto.
Secondo quanto emerge dalla ricerca dal titolo ‘Fruizione culturale: i giovani tra festival e social media’, realizzata da BVA Doxa per Intesa Sanpaolo, i ragazzi e le ragazze appartenenti alla Gen Z considerano l’approccio online come uno strumento fondamentale per la crescita personale, l’intrattenimento e la comprensione del mondo.

La coesistenza di esperienze online e offline emerge chiaramente dai Focus Group. Se il canale online offre un accesso immediato, un linguaggio affine e una cultura più selettiva, il ‘mondo’ offline richiede più impegno, ma offre un’immersione completa, tangibile, e l’opportunità di stabilire relazioni significative.

I social media sono l’epicentro della fruizione online 

Insomma, i giovani e la cultura rappresentano un connubio che si sviluppa tra online e offline, e disegna un panorama con molte opportunità.

Lo studio rileva, ad esempio, come i social media siano diventati l’epicentro della fruizione online, creando connessioni virtuali che si trasformano in autentiche community durante gli eventi live.
Progetti digitali e content creator diventano quindi punti di riferimento fondamentali per i giovani, grazie alla cura dei contenuti, a un approccio imparziale e un linguaggio accessibile.

Il nuovo paradigma culturale offline pertiene ai Festival

L’analisi sottolinea, poi, come i giovani stiano cercando un nuovo approccio culturale. In questo scenario, per gli appartenenti alla Gen Z i Festival rappresentano la soluzione ideale, poiché assumono il ruolo di nuovi spazi (che possono essere sia aperti sia chiusi) dedicati alla condivisione, alla crescita e allo scambio.

Negli ultimi 3, 5 anni, più del 35% degli italiani ha partecipato a un Festival, con una predominanza dei più giovani rispetto agli over 40.
Siamo di fronte a un autentico cambiamento nel paradigma culturale, destinato ad abbracciare sempre di più le nuove tecnologie per un concetto di quotidianità ancora più connessa.

Per la cultura si apre un nuovo capitolo grazie alla Gen Z

Guardando al futuro, la cultura diventerà sempre più un motore di crescita e un collante sociale, con il Festival destinato a cambiare radicalmente forma. L’ideale sarà un evento itinerante, che coinvolgerà speaker provenienti dal web, presentando brevi interventi in stile ‘Ted Talk’ (‘Ted’ sta per Technology Entertainment Design. Ted Talk è una serie di conferenze), e offrendo laboratori tematici.

Insomma, si sta aprendo un nuovo capitolo, in cui la cultura si evolve con il contributo fondamentale delle nuove generazioni e della loro connessione sinergica tra il mondo online e offline.

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