Il Nuovo Codice della strada spiegato bene

Dal ‘bollino’ per chi causa incidenti dopo aver bevuto alcol alla sospensione e revoca delle patenti per chi viene fermato alla guida alticcio o sotto sostanze stupefacenti: il nuovo Codice della strada, entrato in vigore 14 dicembre, si concentra soprattutto sulla repressione, con pene più severe e nuove limitazioni. Ma secondo Altroconsumo, per mettere realmente in sicurezza le strade sarebbe necessario lavorare sul problema principale, ovvero, la velocità dei veicoli.

In ogni caso, la stretta è anche sull’uso dei cellulari alla guida, con sanzioni da 422 a 1.697 euro, e sospensione della patente da quindici giorni a due mesi dalla prima violazione. In caso di recidiva nel biennio, oltre alla sospensione della patente da uno a tre mesi è disposto il pagamento di una somma da 644 a 2.588 euro e una decurtazione di 8 punti dalla patente (prima violazione) o 10 (seconda volta). 

La stretta più importante è sull’utilizzo di alcol e sostanze stupefacenti

La sosta nei posti per i disabili ora ‘costa’ da 80 a 990 euro, mentre per chi parcheggia nelle corsie riservate alla fermata dei mezzi di trasporto pubblico locale, da 41 a 660 euro.

Ma la stretta più importante è quella contro l’utilizzo alla guida di alcol e sostanze stupefacenti. In caso di sinistri causati da persone in stato alterato per alcol, oltre alla sospensione della patente, sul documento del conducente sarà inserito il codice 68 (‘Niente alcool’) o il codice 69 ‘Limitazione dell’uso-Limitata alla guida di veicoli dotati del dispositivo alcolock’, un codice che dovrebbe rimanere per almeno due anni, a seconda della gravità del sinistro.

Limitazioni per i neopatentati

Il codice 69 prevede infatti l’obbligo di installare a proprie spese un dispositivo che impedisca l’avviamento del motore a seguito del riscontro di un tasso alcolemico da parte del guidatore superiore a zero, il cosiddetto ‘Alcolock’.

Una serie di norme riguarda poi chi ha meno di 21 anni. In questo caso, il conducente responsabile di un sinistro in stato di ebbrezza se sta circolando con il foglio rosa non potrà ottenere la patente di guida o convertirne una rilasciata all’estero prima del compimento di 24 anni.

La riforma prevede anche limitazioni per i neopatentati, come l’estensione da uno a tre anni del divieto di guidare auto di grossa cilindrata. Aumenta però la potenza delle auto che si possono guidare.

Monopattini: aumentano gli obblighi

Giro di vite sugli Autovelox installati dai Comuni solo per fare cassa, con la proposta di applicare una sola sanzione per ciascun giorno di calendario anche se vengono rilevate più infrazioni da diversi dispositivi. Ma se la stessa persona commette la violazione dei limiti di velocità all’interno del centro abitato per almeno due volte in un anno, scatta la sanzione amministrativa da 220 a 880 euro con sospensione della patente da quindici a trenta giorni 

Quanto ai monopattini elettrici, aumentano gli obblighi per i possessori e i gestori di quelli in sharing. Nei prossimi mesi, l’approvazione dei decreti attuativi da parte del Ministero dei Trasporti stabilirà i requisiti e le corrette procedure per regolarizzare il mezzo.

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Natale e carovita: quest’anno i regali ci costeranno 11 miliardi di euro

Lo ha scoperto l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG Different: nel 2024 per i regali di Natale si spenderanno complessivamente 11 miliardi di euro, pari a una media di circa 256 euro pro capite.
In Italia il Natale è un momento di celebrazione che affonda le radici nelle tradizioni familiari, e il gesto di regalare doni occupa un posto speciale nel cuore di tutti.

Ma quest’anno 6,2 milioni italiani hanno dichiarato di ridurre il budget destinato ai regali di Natale. Il 47%, pari a oltre 2,9 milioni di persone, hanno affermato di essere costretti a contenere le spese natalizie.
La causa? L’aumento dei costi fronteggiati nei diversi ambiti della vita quotidiana, come il cibo, la salute, le bollette, e tanto altro.

Chi spenderà di più? Le donne e gli over 65

Quanto al budget, per i regali le donne hanno dichiarato di spendere 298 euro, in media di più rispetto agli uomini (213 euro). Tra le fasce anagrafiche più ‘alto spendenti’, gli over 65, a cui, in media, i regali costeranno circa 373 euro, probabilmente in virtù del desiderio di rendere felici i nipotini.

Ma per non dover rinunciare allo scambio dei doni, l’1% del campione intervistato ha ammesso che farà addirittura ricorso a un prestito personale per poter mettere i pacchetti sotto l’albero.

Da Nord a Sud la voglia di celebrare non manca. Mancano i soldi

A livello territoriale sono emerse alcune importanti differenze: nel Nord Ovest , ad esempio, si tende a scegliere regali economicamente più importanti rispetto a tutto il resto della Nazione. In media gli abitanti di questa zona d’Italia spenderanno 276 euro, un valore leggermente più alto rispetto ai 262 di chi abita al Sud o nelle Isole.

A sorpresa, dati inferiore rispetto alla media nazionale per il Centro Italia (253 euro), e per il Nord Est (221 euro).
Insomma, la voglia di celebrare e di fare regali non manca, e qualcuno è disposto a spendere pur di godersi l’atmosfera natalizia.

Dagli addobbi al cenone la lista dei rincari è più lunga della “letterina”

La spesa per i regali non è l’unica: dagli addobbi al cenone fino ai viaggi l’elenco è lungo, così come la lista dei rincari, quest’anno piuttosto corposa.
Come emerso dal rapporto di Facile.it – Consumerismo No Profit, per i prezzi di pranzo o cenone l’aumento è per i beni di prima necessità, come pasta, olio, riso, farina e pane.

Per gli addobbi di Natale, l’incremento è di circa il 16%, mentre chi si concederà un viaggio vedrà rincari sui voli aerei, con aumenti fino al 100%, sui viaggi in treno, con punte del +300%, e traghetti, fino al +20%.
E se per gli hotel il rincaro medio è di ‘appena’ l’8,1%, chi si concederà una vacanza sulle piste dovrà mettere in conto fino al 30% in più sul prezzo dello skipass rispetto a 3 anni fa.

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Nel 2025 l’Intelligenza artificiale rivoluzionerà il settore business travel

L’Intelligenza artificiale e l’automazione sono protagoniste di un’evoluzione che offrirà maggiore efficienza, sicurezza e controllo dei dati anche nel comparto del business travel, e della più generale gestione delle spese aziendali (T&E). Nel 2025 l’innovazione digitale uscirà dalla fase di sperimentazione e sarà sempre più adottata nei processi aziendali. L’obiettivo è, e sarà, duplice: rimanere competitivi investendo in nuove tecnologie, e allo stesso tempo, presidiare i rischi legati a sicurezza e protezione dei dati.

Nel 2025, le aziende infatti intensificheranno gli investimenti in soluzioni avanzate, come l’AI generativa, per automatizzare anche i processi di T&E.
SAP Concur ha individuato le innovazioni che definiranno questi processi.

Investimenti in automazione e sicurezza digitale

L’aumento delle minacce informatiche renderà prioritari i sistemi di sicurezza per proteggere dati sensibili, e garantire la compliance normativa, senza rallentare l’innovazione.

Con il ritorno della maggioranza dei dipendenti in ufficio, il volume dei viaggi d’affari è destinato ad aumentare, ma con una maggiore attenzione all’ottimizzazione dei budget. Soluzioni integrate consentiranno di garantire trasparenza, conformità alle policy aziendali e prevenzione di errori e frodi, offrendo più valore con meno sprechi.

Dal report tradizionale al “rapporto di eccezione”

Grazie all’automazione, i report di spesa tradizionali saranno sostituiti da ‘rapporti di eccezione’, che evidenzieranno solo le anomalie rispetto alle politiche aziendali. Ciò ridurrà i compiti manuali per i manager e consentirà audit più rapidi e precisi.
Inoltre, dopo anni di hype, nel 2025 l’AI sarà considerata sempre più un assistente fidato, in grado di supportare i professionisti senza sostituirli completamente.
Soluzioni che automatizzano la compilazione delle note spese e permettono l’approvazione delle fatture in tempo reale guideranno il settore verso flussi di lavoro più fluidi e mirati.

L’ultima edizione del SAP Concur Global Business Travel Survey aveva già sottolineato che il 95% dei viaggiatori d’affari era favorevole all’introduzione dell’AI per supportare le proprie attività. Allo stato attuale, tuttavia, l’AI sarà percepita più come un assistente per reperire raccomandazioni e identificare anomalie di spesa, che come soluzione integrale per prenotazioni e note spese.

Esperienze utente migliorate per i viaggiatori

I professionisti in viaggio d’ora in avanti richiederanno notifiche in tempo reale su cambi di programma, nonché maggiore supporto per affrontare imprevisti come eventi climatici estremi, o problemi di carattere geopolitico.
Le aziende, attraverso piattaforme integrate, risponderanno a queste aspettative fornendo livelli superiori di assistenza e semplicità d’uso.
Insomma, il 2025 si preannuncia come l’anno della concreta rivoluzione digitale, dove le aziende nell’implementazione dell’AI passeranno dalle parole ai fatti.

Dopo anni di dibattiti e aspettative, le organizzazioni sono pronte a tradurre l’innovazione in strategie competitive, con un occhio alla trasformazione e gli investimenti in tecnologia ed efficienza (T&E).
La sfida sarà trovare l’equilibrio tra innovazione e sicurezza. Le imprese più lungimiranti hanno già predisposto piani per l’adozione di nuove tecnologie, senza compromettere la protezione di dati sensibili e solidità finanziaria.

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Acquisti online: nuovi modi alla ribalta, ma per ora pochi li conoscono

Lo evidenzia la ricerca ‘Evoluzione dell’acquisto online – comportamenti e nuove modalità di shopping’, realizzata da BVA Doxa in collaborazione con Vtex: mentre le modalità di acquisto digitale tradizionali si sono ormai affermate, le nuove tecnologie per l’e-commerce legate all’Intelligenza artificiale rimangono soluzioni ancora di nicchia.

Lo shopping online è parte integrante della vita quotidiana, con un numero crescente di prodotti acquistabili sul web. Tanto che il ricorso ai canali digitali per l’acquisto di prodotti e servizi è una prassi consolidata. Tuttavia, i nuovi modi per comprare sul web, come social commerce o live shopping, sono appannaggio di segmenti ancora ristretti di consumatori.

Novità apprezzate da giovani ed e-shopper con alta capacità di spesa

Quattro italiani su 10 dichiarano di effettuare acquisti online settimanalmente, e uno su 2 sostiene di averne aumentato frequenza e ampliato la varietà di prodotti reperiti sul web. Inoltre, nelle abitudini degli e-shopper tricolori si riscontra un’integrazione crescente tra canali fisici e digitali.
Al contempo, emergono nuove modalità di compravendita online per rispondere alle esigenze sempre più sofisticate degli acquirenti.

Si tratta, ad esempio, del social commerce o del live shopping, o ancora, del concierge commerce e del conversational shopping.
Il loro utilizzo, nonostante offra vantaggi significativi, è ancora poco diffuso, e rimane confinato a specifiche nicchie di consumatori, come giovani e persone con alta capacità di spesa.

L’e-shopping diventa social, conversational, live e concierge

Solo metà degli intervistati sa della possibilità di acquistare prodotti e servizi direttamente dai social media (social commerce), e solo uno su 10 l’ha messo in pratica.
Idem per il live shopping (acquisto direttamente durante la visione del video di presentazione online), modalità conosciuta dal 40%, ma utilizzata solo dal 7%.

Quanto al concierge shopping, che offre la possibilità di effettuare acquisti con un’assistenza personalizzata attraverso diversi canali, risulta noto al 35% del campione, di cui solo l’8% l’ha provato. In particolare, Millennial, single e alto spendenti.
C’è poi il conversational shopping, che offre consulenze tramite assistenti virtuali o chat. Conosciuto dal 30% degli intervistati e provato solo dal 10%.

L’AI integra i processi d’acquisto

Oltre il 60% degli acquirenti digitali è comunque consapevole dell’utilizzo dell’AI nei processi di acquisto online, e la metà del campione ne riconosce i vantaggi, come la possibilità di ottenere risposte e assistenza in qualsiasi momento.
Emergono però alcune preoccupazioni riguardo la protezione dei dati personali e l’affidabilità delle informazioni.

Quanto alla realtà aumentata e virtuale (AR/VR), uno su 10 l’ha già provata durante il processo di acquisto, soprattutto giovani, studenti e persone con alta capacità di spesa. Se l’AI trova applicazione soprattutto nelle categorie spesa alimentare, cura della persona e salute, AR e VR sembrano più adatte ad acquisti legati alla casa, grazie alla possibilità di visualizzare i prodotti ‘inseriti’ nel proprio ambiente domestico e a quella di una personalizzazione in tempo reale.

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Composizione negoziata: oltre 10mila lavoratori salvati dal licenziamento

La composizione negoziata è la procedura stragiudiziale introdotta tre anni fa in Italia per consentire il risanamento delle aziende in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario.
Dai dati elaborati dell’Osservatorio di Unioncamere sulla crisi di impresa, a oggi sono 1.963 le istanze presentate, +926 rispetto a quelle censite a novembre 2023, e +60% nei primi 9 mesi del 2024.

Cresce anche il numero dei lavoratori salvati dal possibile licenziamento, che salgono a oltre 10mila. 
Sul totale delle istanze presentate, 1.097 risultano concluse, di cui il 19% con esito favorevole, mentre 104 sono state rifiutate.
Il numero dei casi archiviati con esito favorevole è aumentato da 83 nel 2023 a 210, con una crescita anche del tasso di successo medio trimestrale, che a partire dal 1° gennaio 2023 è pari al 20,5%.

Lombardia, Lazio,  Emilia-Romagna, Veneto concentrano il 54% delle istanze

Le istanze attualmente in gestione presso gli esperti incaricati sul territorio nazionale sono 762.
La Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di istanze (436) seguita da Lazio (208) Emilia-Romagna (193) e Veneto (168). La somma delle istanze avanzate in queste regioni è pari a circa il 54% del totale.

Quanto alla dimensione delle imprese, in media contano 64 addetti e registrano 13 milioni di euro di valore della produzione. A ricorrere a questo strumento sono società di capitali nell’85,4% dei casi, mentre il restante 15% è costituito da società di persone, imprese individuali e altre forme giuridiche.

Il vantaggio di una risoluzione più rapida

Uno dei principali elementi di forza della composizione negoziata è rappresentato dalle tempistiche di svolgimento della procedura, che per espressa previsione normativa, sono più rapide e contenute rispetto a quelle giudiziali delle procedure concorsuali.
La durata delle composizioni negoziate concluse è in media di 224 giorni e il 64% delle imprese si avvale della proroga di ulteriori 180 giorni prevista dalle norme.

Le tempistiche necessarie per giungere a una chiusura favorevole della composizione negoziata sono mediamente di 325 giorni. Quasi la totalità delle imprese, infatti, necessita di più di 6 mesi per concludere il procedimento (90%).
Quanto agli esiti sfavorevoli, la durata media è 200 giorni, con il 59% di imprese che nonostante le trattative non vadano a buon fine, ricorre alla proroga.

Manifatturiero, commercio, costruzioni i settori più interessati

Tra i settori interessati, prevalgono le attività manifatturiere (21,5%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (19%) e le costruzioni (15%).

“Solo negli ultimi 15 giorni sono giunte altre 100 istanze, anche grazie alla recente possibilità di accordi con l’Agenzia delle entrate e riscossione, e si sono chiusi altri 5 casi di risanamento che interessano circa mille lavoratori -sottolinea Andrea Prete, presidente Unioncamere -. La convenienza di questa procedura è dimostrata anche dal fatto che quando è possibile utilizzare lo strumento della composizione negoziata, si risparmia tempo e in più di un caso su 5 si riesce a risanare l’impresa”.

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La casa: perchè è un sogno difficile da realizzare? 

In Italia, il desiderio di acquistare una casa resta vivo, ma la possibilità di concretizzare questo sogno appare sempre più lontana per molte famiglie. Nel 2024, la situazione economica ha continuato a pesare sul reddito disponibile, che per molti italiani non è sufficiente a coprire tutte le necessità quotidiane.

Questo contesto rende difficile non solo l’acquisto di un’abitazione, ma anche il mantenimento degli affitti, che mostrano un costante aumento.

La complessità dell’acquisto e il ricorso alla locazione

Secondo il 17° Rapporto sull’Abitare 2024 di Nomisma, redatto con il supporto di CRIF, molte famiglie trovano sempre più complesso accedere al mercato immobiliare. L’indagine, presentata il 7 novembre 2024, evidenzia che, sebbene l’interesse per l’acquisto di una casa sia alto, solo una parte delle famiglie italiane riesce a concretizzare questo desiderio. Su 3 milioni di nuclei familiari potenzialmente interessati, solo 980.000 dispongono delle risorse economiche necessarie, un numero inferiore rispetto alle 700.000 compravendite stimate per il 2024.

Di conseguenza, cresce la percentuale di famiglie che ricorre all’affitto, passando dal 56% nel 2023 al 59,3% nel 2024. Molte di queste famiglie non possono permettersi l’acquisto di un immobile e si vedono costrette a optare per soluzioni in affitto. Nonostante la crescente domanda, l’offerta di abitazioni in affitto rimane limitata, con una riduzione delle famiglie che mantengono l’affitto per oltre sei mesi, scese dal 5% nel 2023 al 3,3% nel 2024. Questo andamento rispecchia una situazione complessa, in cui l’affitto è spesso una scelta forzata e temporanea.

La situazione dei mutui: qualche speranza e molte difficoltà  

Un ulteriore aspetto che complica l’acquisto di una casa è la difficoltà nell’accesso ai mutui. Nel primo trimestre del 2024, si è registrato un calo del 15,1% nelle compravendite finanziate con mutuo. Sebbene il secondo trimestre abbia mostrato un lieve recupero con un aumento del 3,9%, molte famiglie si trovano ancora in difficoltà.

Tuttavia, emerge un dato incoraggiante: il numero di famiglie che temono di non poter pagare le rate del mutuo è diminuito, passando dal 7,5% nel 2022 al 4,3% nel 2024. Questo indica un leggero miglioramento delle condizioni finanziarie, sebbene l’incertezza resti presente.

Affitto: soluzione obbligata per molti italiani

In definitiva, il rapporto di Nomisma evidenzia come l’affitto sia spesso l’unica opzione per chi non riesce ad acquistare una casa. L’affitto rappresenta una soluzione temporanea per molte famiglie, in attesa che le condizioni economiche migliorino e che si aprano nuove possibilità di accesso al credito. In questo scenario, la casa diventa non solo un rifugio, ma una vera sfida economica, che rischia di rimanere fuori dalla portata di molti italiani.

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Rivoluzione digitale: arriva la Patente sullo smartphone

Dal 23 ottobre 2024 è partito il rilascio pubblico sull’app IO della patente di guida, della tessera sanitaria e della Carta Europea della Disabilità. Si tratta della nuova funzionalità che permette ai cittadini italiani di aggiungere al portafoglio di app IO la versione digitale dei tre documenti, in attesa della piena operatività del Sistema di portafoglio digitale, il Sistema IT-Wallet, 

Per poter ottenere la patente digitale sarà necessario scaricare sul proprio smartphone l’app IO, quindi accedere con il proprio Spid o con la Cie (Carta d’identità elettronica) e generare la patente digitale seguendo le istruzioni fornite dalla piattaforma.
Ma non si tratta di uno strumento obbligatorio. È infatti possibile continuare a usare esclusivamente i documenti fisici.

Il rilascio per tutti i cittadini seguirà un calendario di abilitazione

A partire dal 23 ottobre sarà progressivamente estesa ai cittadini italiani l’opportunità di avere accesso ai documenti, conferendo così piena validità legale alle versioni digitali dei documenti.
Il rilascio per i cittadini, si legge in una nota, vedrà un calendario di abilitazione: dal 23 ottobre 50.000 cittadini, dal 6 novembre 250.000, dal 30 novembre 1.000.000, dal 4 dicembre per tutti gli utenti dell’app IO.

Nel rispetto della tutela della privacy e della normativa sulla protezione dei dati personali, gli utenti, all’interno delle prime tre finestre temporali di abilitazione sopracitate, saranno selezionati con criterio randomico all’interno della base utenti dell’app IO,

Italia in anticipo sul regolamento europeo EIDAS 2

“Dopo due anni di lavoro costante e discreto, il governo ha mosso il primo passo verso la realizzazione del Sistema IT-Wallet, una rivoluzione digitale che ho fortemente sostenuto fin dal mio insediamento e che andrà a regime nel 2025 – ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica, Alessio Butti -. Con l’introduzione dell’IT-Wallet, e anticipando i tempi del regolamento europeo EIDAS 2 – sottolinea Butti – l’Italia intraprende un percorso ambizioso verso l’evoluzione dei servizi digitali. Questo strumento offrirà ai cittadini nuove opportunità per l’utilizzo della loro identità digitale, garantendo al tempo stesso massima sicurezza e tutela dei dati personali”.

Liberi di continuare a usare solo i documenti fisici

La funzionalità Documenti su IO è stata sperimentata nei mesi scorsi da un gruppo tecnico di valutazione, composto da addetti ai lavori che ne hanno valutato l’efficacia generale.
In pratica, patente di guida, tessera sanitaria e Carta Europea della Disabilità potranno essere utilizzati in sostituzione dei corrispettivi documenti fisici, ma in questa prima fase, solo per interazioni offline.

Nello specifico, la patente potrà essere utilizzata solo in Italia per dimostrare di essere abilitato alla guida in caso di controlli delle forze dell’ordine, la tessera sanitaria permetterà di accedere alle prestazioni fornite dal Servizio Sanitario Nazionale, la Carta Europea della Disabilità avrà i medesimi utilizzi già previsti con la versione del documento fisico,  riporta AGI. I cittadini ovviamente sono liberi di continuare a utilizzare esclusivamente la versione ‘fisica’ dei documenti.

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Si accendono i termosifoni ed è subito stangata: 7 consigli per risparmiare

A partire dal 15 ottobre scatta il primo semaforo verde all’accensione dei termosifoni nella Zona E, che copre gran parte del Nord e Centro Italia.
Con le attuali tariffe del mercato libero quest’anno gli italiani per riscaldare casa spenderanno in media 1.144 euro.
Per evitare che nelle case anche le bollette del gas siano ‘bollenti’, Facile.it ha condiviso sette consigli per risparmiare.

Prima di tutto occhio ai gradi, non serve ricreare in casa una temperatura sahariana. È nociva per la salute ed è uno spreco (di gas e di soldi).
Abbassando di un solo grado il riscaldamento si risparmiano circa 100 euro, e riducendo l’accensione di 60 minuti al giorno si abbattono i costi di circa 36 euro in un anno.

Alcuni accorgimenti ai fornelli e in bagno

Sebbene la maggior parte dei consumi di metano sia legata al riscaldamento, meglio fare attenzione anche ai fornelli. Cuocere in una pentola a pressione al posto di quella tradizionale riduce il consumo di gas, e il semplice gesto di abbassare l’intensità del fuoco dopo che l’acqua è arrivata a ebollizione consente di risparmiare fino al 25% del gas normalmente usato.

Anche in bagno bastano pochi gesti per risparmiare. Il primo naturalmente è evitare di fare scorrere a vuoto l’acqua calda. E se ormai tutti sanno che un bagno caldo consuma molto più di una doccia, ridurre la durata della doccia da 7 a 5 minuti fa risparmiare quasi 30 centesimi di euro ogni volta.

Bonus casa: ultima chiamata?

Il risparmio sui consumi energetici può essere notevole se si ha la possibilità di fare interventi strutturali sull’abitazione. Una buona controsoffittatura, ad esempio, può far risparmiare fino al 20% di energia. Si tratta di lavori importanti, ma per il 2024 possono essere, almeno in parte, ammortizzati dai Bonus casa.

Quanto alle valvole termostatiche, consentono di controllare la temperatura di ciascun termosifone e sono molto utili per chi vuole regolare la temperatura di ogni calorifero sulla base delle esigenze nelle diverse stanze.
Se si usa la camera da letto solo per dormire non serve che i radiatori vadano a pieno regime tutto il giorno.

Dalla caldaia al buon senso

Il controllo periodico dei fumi è obbligatorio, ma il suggerimento è fare una revisione almeno una volta l’anno. Un apparecchio non efficiente non solo è potenzialmente pericoloso, ma rischia di fare pagare più del dovuto. Anche limitare i ricambi di aria nelle ore di accensione del riscaldamento, non ostacolare i radiatori mentre sono in funzione, abbassare le persiane di notte per ridurre la dispersione di calore, sono accorgimenti che permettono di far risparmiare qualche euro.

Non meno importante, però, è valutare le tariffe offerte dal proprio fornitore di gas.
Secondo Facile.it, la spesa per la bolletta del gas può variare fino al 20% tra le migliori e le peggiori offerte sul mercato. Scegliere un fornitore non conveniente significa spendere anche 200 euro in più.

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Perché le coppie italiane vanno in terapia? Per migliorare il rapporto, tradimenti e ingerenze familiari

La terapia di coppia, soprattutto quando le difficoltà diventano persistenti e difficili da gestire autonomamente, rappresenta una risorsa essenziale per affrontare i problemi che possono sorgere all’interno di una relazione, come infedeltà, stress legato alla nascita di un figlio, perdita del lavoro o problemi di salute.

Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Unobravo, a livello nazionale la principale motivazione che porta le coppie italiane a ricercare aiuto è la volontà di migliorare il rapporto (55,4%), dimostrando come molti considerino la terapia non solo una soluzione ai conflitti, ma anche uno strumento di prevenzione e rafforzamento del legame.
Seguono il bisogno di affrontare un tradimento (10,2%), le interferenze delle famiglie d’origine (9,4%), la gestione dei figli (7,1%), e il desiderio di separarsi/divorziare (6,6%). 

La maggior parte di richieste arriva dalle donne, 66,5%

Tra chi affronta criticità all’interno del rapporto di coppia (32,5%) e chi vive un malessere legato alla fine di una relazione (13,6%), ma chi affronta conflitti intergenerazionali, incomprensioni o tensioni dovute alla gestione della quotidianità (23,3%), l’analisi dell’Osservatorio Unobravo rivela una disparità di genere nelle richieste di sostegno terapeutico per problemi connessi alle relazioni interpersonali.

La maggior parte arriva infatti dall’universo femminile (66,5%), in particolare, le donne di età compresa tra 30 e 44 anni (46,1%), seguite dalle under30 (45,4%).

La principale preoccupazione delle coppie fra 30-44 anni è la separazione

Mentre entrambi i generi condividono come principale priorità il miglioramento del rapporto, gli uomini riportano con maggiore frequenza il bisogno di trovare strumenti per affrontare il tradimento (11,9%), mentre per la controparte femminile la questione è meno urgente (8,8%).

Le donne, al contrario, manifestano la necessità più marcata di reperire mezzi per limitare le ingerenze familiari (9,9%).
Tra le coppie di 30 e 44 anni, il tema della separazione/divorzio emerge come la principale preoccupazione (78,4%), mentre per quelle sotto 30 anni l’influenza delle famiglie d’origine rappresenta il problema predominante (22,4%).
Per le coppie over45, l’attenzione si sposta invece verso la gestione dei figli (23,17%).

Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna le regioni con più domanda

Nelle cinque regioni con il maggior numero di domande per l’avvio di un percorso di terapia di coppia (Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte), la motivazione principale rispecchia la tendenza nazionale, con percentuali di richieste per un supporto nel miglioramento del rapporto sempre superiori al 54%.

Tuttavia, analizzando le altre necessità, emergono alcune peculiarità regionali.
In Piemonte, la gestione del tradimento rappresenta una delle preoccupazioni più significative, così come in Veneto. Allo stesso tempo, l’Emilia-Romagna si distingue per avere la percentuale più alta di richieste legate a separazione o divorzio, mentre la più bassa si registra in Veneto. Nel Lazio, invece, si registra la percentuale più alta di coloro che chiedono sostegno per la gestione di una malattia.

Perchè le PMI sostenibili “piacciono” alle banche?

Negli ultimi anni, le banche hanno dimostrato un crescente interesse nel finanziare le piccole e medie imprese (PMI) che adottano pratiche sostenibili. Questo è in parte dovuto all’integrazione da parte dell’Unione Europea dei criteri Environmental, Social e Governance (ESG) nella valutazione del rischio di credito.

Le PMI che rispettano elevati standard ESG risultano meno rischiose per gli istituti di credito: secondo lo studio di CRIF, le imprese con un’adeguatezza ESG elevata hanno un tasso di default inferiore del 34% rispetto alla media. Al contrario, le aziende con scarsi punteggi ESG mostrano una rischiosità maggiore, con un aumento dell’11% nel tasso di default.

Differenze tra PMI e grandi aziende nell’adeguatezza ESG

Le grandi aziende italiane hanno fatto significativi progressi nel percorso verso la sostenibilità, mentre le PMI rimangono indietro. Secondo l’ESG Outlook di CRIF, nel 2023 il 40% delle PMI italiane aveva ancora punteggi ESG bassi o molto bassi. Al contrario, le grandi imprese hanno migliorato significativamente la loro adeguatezza agli standard ESG, con un incremento di 22 punti percentuali tra quelle con score elevati.

Questo divario può essere attribuito alla maggiore capacità delle grandi aziende di strutturare governance complesse e adottare strategie di sostenibilità più sistematiche. Tuttavia, una crescente consapevolezza e l’introduzione di normative stringenti stanno spingendo anche le PMI ad adottare pratiche sostenibili.

Sostenibilità e accesso al credito: un legame sempre più forte

Le imprese che adottano standard ESG elevati non solo riducono il loro rischio di credito, ma ottengono anche migliori condizioni per l’accesso ai finanziamenti. Nel secondo semestre del 2023, le PMI con adeguatezza ESG alta hanno ottenuto finanziamenti con un tasso superiore dell’11% rispetto alla media.

Al contrario, le aziende con uno score ESG molto basso hanno visto una riduzione del 6% nel tasso di erogazione del credito. Questo conferma che l’integrazione dei fattori ESG è diventata un criterio rilevante per le banche nella concessione dei finanziamenti.

Distribuzione geografica e settoriale della sostenibilità ambientale

L’adeguatezza ambientale (score E) delle PMI italiane varia significativamente per regione e settore. Lombardia, Piemonte e Trentino-Alto Adige guidano la classifica delle regioni con i punteggi più alti di sostenibilità ambientale, mentre settori come Immobiliare, Leisure e Consulenza si distinguono per migliori performance ESG.

Al contrario, regioni come Sicilia e Calabria, insieme ai settori dell’Oil & Gas e Farmaceutico, mostrano punteggi ambientali più bassi. Queste differenze evidenziano la sfida che alcune aree e industrie affrontano nel rendere le proprie attività più sostenibili senza compromettere la loro operatività.

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