PMI italiane, quanto è difficile reperire personale qualificato?

Le piccole e medie imprese rappresentano il cuore pulsante dell’economia italiana, costituendo il 98% del tessuto imprenditoriale del Paese. Eppure, stanno affrontando una crisi che rischia di minare la loro competitività: la difficoltà nel reperire personale qualificato e motivato.

Il problema non riguarda solo la carenza di competenze tecniche, ma riflette un cambiamento culturale più ampio, in cui il lavoro viene spesso percepito come un peso piuttosto che come un’opportunità di crescita.

Il problema della forza lavoro

Il centro studi di Future Age, azienda specializzata in change management e digitalizzazione, ha condotto un’indagine su oltre 2.500 imprenditori in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte per comprendere meglio le criticità del mercato del lavoro.

Secondo i risultati, l’83% delle PMI dichiara difficoltà nella gestione del personale, mentre l’89% lamenta la mancanza di candidati qualificati. Addirittura, il 64% degli imprenditori considera il problema così grave da valutare la vendita della propria azienda.

Un cambiamento culturale che incide sulla produttività

Oltre alla difficoltà nel trovare lavoratori qualificati, il mondo del lavoro sta subendo una trasformazione profonda. Se in passato il lavoro era visto come una via per costruire il proprio futuro, oggi molti preferiscono restare senza occupazione e vivere di sussidi piuttosto che affrontare le sfide del mercato.

Tale fenomeno ha un impatto negativo sulla produttività aziendale, poiché le imprese non possono permettersi personale demotivato in un contesto economico sempre più competitivo.

Le categorie di lavoratori nelle PMI

Future Age ha classificato i lavoratori in tre gruppi principali: le “Motrici” (10% del personale), ossia i leader trainanti e indispensabili; i “Vagoni” (70%), lavoratori operosi ma bisognosi di una guida; e i “Carichi deragliati” (20%), dipendenti demotivati che ostacolano il rendimento aziendale. Questa suddivisione evidenzia la necessità di un approccio gestionale più strutturato, in grado di valorizzare le risorse umane e ottimizzare la produttività.

L’innovazione e la digitalizzazione come soluzione

Un altro problema è la scarsa digitalizzazione delle PMI, che spesso operano con processi obsoleti e poco efficienti. Future Age ha individuato alcuni settori particolarmente colpiti dalla carenza di personale, come l’ingegneria su commessa, le lavorazioni meccaniche di precisione, l’automazione e la robotica, nonché l’industria metallurgica.

Per affrontare questa crisi, l’azienda propone un modello di change management basato sul “digital mentor”, che integra psicologia, ingegneria e informatica per migliorare la gestione del personale, ottimizzare i processi aziendali e implementare tecnologie avanzate.

Verso una trasformazione strutturale delle PMI

Secondo Paolo Borghetti, CEO di Future Age, la trasformazione delle PMI non può limitarsi all’adozione di nuove tecnologie, ma deve partire da un cambiamento profondo nella gestione delle risorse umane e nell’organizzazione interna.

Nei prossimi 5-10 anni, la capacità delle aziende di innovare e adattarsi sarà determinante per la loro sopravvivenza.

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Droni, un mercato che “vola” a 160 milioni di euro

Nel 2024, il settore dei droni in Italia ha registrato una crescita significativa, raggiungendo un valore di mercato di 160 milioni di euro, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente. Questa tendenza positiva sembra destinata a proseguire anche nel 2025, con stime che indicano un’ulteriore espansione.

Secondo gli esperti del settore, l’80% prevede uno sviluppo costante nei prossimi tre anni, confermando il ruolo centrale che questa tecnologia sta acquisendo in diversi ambiti professionali.
Sono i risultati della ricerca dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano.

L’uso dei droni tra servizi “vecchi” e nuovi

Attualmente, il mercato italiano è dominato per il 96% dalle cosiddette “Aerial Operations”, ovvero l’impiego di droni di piccola e media taglia in settori tradizionali come le ispezioni di infrastrutture e il monitoraggio del territorio. Solo il 4% riguarda invece servizi innovativi di mobilità aerea e consegna (IAM&D), un segmento in lieve crescita rispetto al 2023, con un aumento di circa tre milioni di euro.

Eppure il numero di aziende attive nel settore sta subendo un leggero consolidamento: nel 2024 si contano 657 imprese, in calo rispetto alle 664 del 2023 e alle 706 del 2022. Il turnover annuale mostra che il 5% delle aziende cessa l’attività, mentre solo il 2% di nuove realtà entra nel mercato.

Le novità normative e i test in corso

Nel corso dell’ultimo anno, l’ENAC ha introdotto regolamenti fondamentali per lo sviluppo del settore, tra cui le linee guida U-space, il regolamento VCA e il regolamento Sandbox. Parallelamente, sono stati inaugurati progetti innovativi: la provincia di Chieti ha ospitato la prima zona U-space in Europa, mentre città come Varese, Piacenza e Ancona hanno annunciato la costruzione di vertiporti, affiancandosi a Bologna, Firenze, Milano, Roma, Torino e Venezia.

Il 2024 ha visto anche test nel trasporto merci con droni, come il primo volo di Amazon Prime Air e le sperimentazioni per la consegna della posta tra Napoli e Procida, nonché iniziative nel settore sanitario e agricolo.

L’aspetto della sostenibilità economica 

Nonostante questi progressi, il settore deve ancora affrontare alcune sfide. Il principale ostacolo rimane la sostenibilità economica delle imprese, soprattutto nel comparto del trasporto passeggeri. Inoltre, gran parte delle iniziative sono ancora in fase di test e necessitano di essere trasformate in servizi concreti.

Il mercato italiano dei droni sta vivendo un periodo di evoluzione dinamica, ma per garantire una crescita sostenibile sarà fondamentale accelerare la regolamentazione e incentivare investimenti mirati.

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Lavoro: in Italia è boom di uomini impiegati nei “mestieri rosa”

Negli ultimi anni il mondo del lavoro è investito da diversi cambiamenti epocali. Oltre alla digitalizzazione e all’uso sempre più intensivo dell’Intelligenza artificiale si sta assistendo anche a un’altra rivoluzione. Se da una parte il gender gap professionale a sfavore delle donne si sta riducendo, dall’altra molti uomini iniziano a svolgere mansioni, e a ‘occupare’ ruoli, considerati tradizionalmente femminili.

Sono sempre di più gli uomini che si stanno rivolgendo verso ambiti e comparti professionali fino a qualche decennio fa considerati esclusivamente di appannaggio delle donne.

La presenza maschile in professioni storicamente femminili è aumentata del 33%

Il primo campo interessato da questa ‘invasione maschile’ è il settore infermieristico, che nonostante ancora oggi sia costituito da personale femminile per quasi l’80%, ormai da tempo si caratterizza da una forte presenza di uomini. Ma non mancano babysitter maschi, insegnanti elementari, estetisti e receptionist. Tanto che secondo una ricerca condotta dallo Studio Susini Group stp, la realtà fiorentina che si occupa di consulenza del lavoro, in Italia negli ultimi dieci anni il numero di uomini impiegati in professioni storicamente femminili è stimato in aumento di oltre il 30% (33%).

Sono 420 mila e contribuiscono al 31% del PIL nazionale

Quali sono le cause di questo fenomeno? Il superamento degli stereotipi di genere, la crescente richiesta di lavoro in determinati settori e politiche aziendali sempre più orientate alla parità hanno spalancato le porte a un numero sempre maggiore di uomini. Oggi in Italia sono oltre 420 mila gli uomini che lavorano in settori considerati tradizionalmente ‘rosa’. Un ‘piccolo esercito’ che contribuisce per oltre 31 miliardi di euro al Prodotto interno lordo (Pil) del nostro Paese.

E quali sono le 10 professioni da sempre femminili con più uomini addetti? Anzitutto la professione infermieristica, con 95.000 uomini impiegati, seguita dal settore della ristorazione, con 82.000 operatori maschili, le vendite al dettaglio (75.000), l’assistenza sanitaria domiciliare (61.000), l’insegnamento nella scuola primaria (48.000). 

Verso un futuro più equo, inclusivo e senza barriere di genere

Ma anche il settore delle pulizie, con 41.000 addetti maschi, quello dell’assistenza all’infanzia (35.000), l’assistenza sociali (31.500), e poi, le posizioni di segreteria e receptionist (28.000), e quelle di parrucchiere ed estetisti (23.000) riporta Adnkronos.

“Se questa tendenza continuerà a crescere, potremmo assistere a un mercato del lavoro sempre più inclusivo, dove le barriere di genere saranno solo un ricordo del passato – ha commentato Sandro Susini, fondatore di Susini Group stp -. Il futuro del lavoro sembra destinato a essere più equo e più bilanciato per tutti”.

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Salute mentale: la Gen Z soffre più delle generazioni precedenti

I giovani della Generazione Z sperimentano livelli di ansia e angoscia superiori rispetto alle generazioni precedenti. Lo conferma l’ultima edizione dell’osservatorio Eumetra ‘Benessere e Sostenibilità’: il 35% dei giovani appartenenti alla GenZ riferisce uno stato d’ansia elevato.
Si tratta di una percentuale che supera di oltre 10 punti quella dei Millennial (23%), è quasi il doppio rispetto alla GenX (17%) ed è tre volte rispetto ai Boomer (11%).

Ma quali sono le cause di questo crescente disagio?
Tra i principali fattori emergono la sensazione di non essere mai all’altezza delle aspettative altrui, la necessità di raggiungere il massimo in tempi prestabiliti con la paura di fallire, il timore di perdersi qualcosa (FOMO, Fear of Missing Out) e l’eccessiva esposizione a un bombardamento di informazioni spesso contraddittorie.

Le principali cause del disagio giovanile

Un aspetto particolarmente critico è l’aumento del ritiro sociale tra gli adolescenti, come evidenzia l’analisi condotta dal gruppo di ricerca ‘Mutamenti sociali, valutazione e metodi’ (MUSA) del Cnr-Irpps.
Lo studio, basato su un campione nazionale di oltre 7.500 adolescenti tra 14 e 19 anni, mostra che la percentuale di giovani che non incontrano più i loro amici fuori dall’ambito scolastico è quasi raddoppiata dopo la pandemia, passando dal 5,6% del 2019 al 9,7% del 2022.

Questo fenomeno sottolinea come l’isolamento sociale sia diventato un problema serio e persistente, correlato a fattori relazionali e psicologici, tra cui l’iperconnessione ai social media, che erode progressivamente la qualità delle interazioni sociali e il benessere psicologico individuale.

Un diverso sistema di valori

Per comprendere il fenomeno, è tuttavia essenziale considerare che il loro sistema valoriale, pur con differenze all’interno della Generazione Z, si fonda su due assi fondamentali. La relazione con gli altri nell’era ‘ON LIFE’, in cui il mondo fisico e digitale sono intrecciati, fa sì che gestire le relazioni diventi più complesso rispetto al passato, e l’affermazione di sé.

La GenZ non è meno ambiziosa delle generazioni precedenti, ma aspira a percorsi di formazione e carriera con condizioni diverse.

La visione del futuro

Questa complessità si riflette anche nella visione del futuro dei giovani. Secondo l’Osservatorio Eumetra sulla GenZ condotto in Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna, il punteggio medio di ottimismo sul futuro è inferiore a 7, con oltre il 40% dei giovani che nutre una visione negativa. 
In Spagna e Germania, il punteggio si alza di poco oltre il 7 grazie a una quota maggiore di risposte con valori compresi tra 9 e 10. 

Il benessere psicologico della GenZ rappresenta dunque una sfida prioritaria.
Investire in percorsi di formazione più flessibili, ambienti di lavoro stimolanti e spazi di socializzazione inclusivi, potrebbe essere la chiave per aiutare i giovani a costruire un futuro più sereno e sostenibile.

Truffe: attenzione a quella del cioccolato!

È l’ultima cybertruffa studiata apposta per svuotare le tasche degli utenti incauti, e questa volta riguarda il cioccolato. I consumatori di tutto il mondo sono ansiosi di assaggiare il pregiato e lussuoso cioccolato di Dubai, tuttavia, gli esperti di Kaspersky hanno rilevato numerose truffe che sfruttano il successo di questo prodotto per ingannare gli acquirenti.

Gli esperti hanno infatti individuato una campagna fraudolenta rivolta in particolare ai consumatori degli Emirati Arabi Uniti: i cybercriminali hanno creato siti web falsi fingendosi noti brand di fiducia, oppure, hanno creato store online completamente falsi.
Ma cos’è il cioccolato di Dubai? È un costoso cioccolato ripieno di ‘kadayif’ al pistacchio. L’ha inventato da una pasticceria di Dubai.

Il falso delivery e la finta pasticceria di lusso

Tra le minacce più rilevanti segnalate da Kaspersky, rientra l’imitazione di Deliveroo, il famoso servizio di consegna a domicilio, e di Fix Dessert Chocolatier, l’inventore e produttore delle pregiate barrette.
Imitando l’aspetto di store e piattaforme ufficiali, i truffatori sfruttano la fiducia dei consumatori, nonché, la reputazione dei brand per indurre gli acquirenti a ‘ordinare’ cioccolato che in realtà non verrà mai consegnato.

In altri casi, alcuni cybercriminali hanno creato piattaforme di e-commerce completamente false, presentandosi come fornitori indipendenti provenienti da tutto il mondo.
Questi siti fraudolenti, che colpiscono utenti a livello globale, promettono la consegna del cioccolato di Dubai, ma spariscono una volta incassato il pagamento, lasciando i consumatori a mani vuote.

I cybercriminali sfruttano l’entusiasmo dei consumatori

“I truffatori sono spesso rapidi nel trarre vantaggio dalle tendenze, e la moda del cioccolato di Dubai ne è un esempio lampante – ha commentato Olga Svistunova, Security Expert di Kaspersky -. Queste tattiche sono particolarmente efficaci, poiché sfruttano l’entusiasmo dei consumatori e la fiducia nei brand noti. Per proteggersi ed evitare spiacevoli sorprese, è fondamentale che gli utenti prestino attenzione ai dettagli, si prendano il tempo necessario per verificare l’autenticità degli store online e diffidino delle offerte particolarmente convenienti, perché potrebbero essere studiate per trarre in inganno i consumatori”.

Verificare l’autenticità del sito controllando URL, domini e recensioni

Per proteggersi da queste truffe, Kaspersky consiglia di verificare l’autenticità del sito web, controllando URL, domini e recensioni dei clienti prima di effettuare acquisti online
Ma soprattutto, diffidare delle offerte insolite, poiché i truffatori spesso utilizzano pop-up, annunci o e-mail di phishing per indirizzare gli utenti verso siti fraudolenti.

Evitare anche di divulgare informazioni personali: è fondamentale fornire dati sensibili solo su piattaforme sicure e verificate.
Inoltre, utilizzare soluzioni di sicurezza complete. Un software di sicurezza affidabile può bloccare i siti di phishing e prevenire le infezioni da malware.

2024, l’anno più caldo mai registrato a livello globale. C’è ancora tempo per rimediare?

Il 2024 si è distinto come l’anno più caldo mai registrato, segnando un superamento storico del limite di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Il Servizio per il Cambiamento Climatico di Copernicus (C3S), gestito dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio (Ecmwf) per conto della Commissione Europea, ha pubblicato i dati allarmanti nel rapporto annuale Global Climate Highlights 2024.

“La temperatura globale ha raggiunto livelli mai visti prima”, sottolinea Carlo Buontempo, direttore del C3S. “L’umanità deve rispondere con urgenza: abbiamo ancora la possibilità di cambiare rotta, ma il tempo stringe”.

I numeri del cambiamento climatico

La temperatura media globale del 2024 è stata di 15,10°C, un valore che supera di 0,72°C la media del periodo 1991-2020 e di 0,12°C quella del 2023. Questo incremento equivale a 1,6°C sopra i livelli preindustriali (1850-1900), rendendo il 2024 il primo anno a superare stabilmente la soglia di 1,5°C.

“La media del biennio 2023-2024 conferma la tendenza al rialzo, anche se non implica ancora che sia stato superato il limite dell’Accordo di Parigi, basato su medie ventennali”, specificano gli esperti. Tuttavia, questi dati sottolineano il rapido aumento delle temperature globali.

Un anno di anomalie termiche

Durante i primi sei mesi del 2024, ogni mese ha fatto registrare temperature più elevate rispetto agli anni precedenti. A luglio, le anomalie termiche hanno raggiunto il loro picco, con il 22 luglio identificato come il giorno più caldo di sempre: 17,16°C di media globale. Agosto ha eguagliato il record del 2023, mentre i mesi successivi si sono mantenuti tra i più caldi mai registrati.

Gli impatti in Europa e sugli oceani

In Europa, il 2024 è stato l’anno più caldo, con una temperatura media di 10,69°C, ben 1,47°C sopra la media 1991-2020. Anche gli oceani hanno registrato temperature record: la temperatura superficiale marina (SST) ha raggiunto 20,87°C, segnando un nuovo massimo storico.

Fenomeni estremi in aumento

Il 2024 è stato segnato da eventi meteorologici estremi: ondate di calore, tempeste violente e incendi boschivi. La quantità di vapore acqueo nell’atmosfera ha raggiunto livelli record, aumentando il rischio di piogge intense e cicloni tropicali.

L’impatto di queste temperature si è fatto sentire anche sulla salute, con un numero crescente di giorni caratterizzati da stress da calore elevato, pericoloso per l’uomo. “Le decisioni informate basate sulla scienza sono essenziali per affrontare il cambiamento climatico”, conclude Mauro Facchini della Commissione Europea.

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Il Nuovo Codice della strada spiegato bene

Dal ‘bollino’ per chi causa incidenti dopo aver bevuto alcol alla sospensione e revoca delle patenti per chi viene fermato alla guida alticcio o sotto sostanze stupefacenti: il nuovo Codice della strada, entrato in vigore 14 dicembre, si concentra soprattutto sulla repressione, con pene più severe e nuove limitazioni. Ma secondo Altroconsumo, per mettere realmente in sicurezza le strade sarebbe necessario lavorare sul problema principale, ovvero, la velocità dei veicoli.

In ogni caso, la stretta è anche sull’uso dei cellulari alla guida, con sanzioni da 422 a 1.697 euro, e sospensione della patente da quindici giorni a due mesi dalla prima violazione. In caso di recidiva nel biennio, oltre alla sospensione della patente da uno a tre mesi è disposto il pagamento di una somma da 644 a 2.588 euro e una decurtazione di 8 punti dalla patente (prima violazione) o 10 (seconda volta). 

La stretta più importante è sull’utilizzo di alcol e sostanze stupefacenti

La sosta nei posti per i disabili ora ‘costa’ da 80 a 990 euro, mentre per chi parcheggia nelle corsie riservate alla fermata dei mezzi di trasporto pubblico locale, da 41 a 660 euro.

Ma la stretta più importante è quella contro l’utilizzo alla guida di alcol e sostanze stupefacenti. In caso di sinistri causati da persone in stato alterato per alcol, oltre alla sospensione della patente, sul documento del conducente sarà inserito il codice 68 (‘Niente alcool’) o il codice 69 ‘Limitazione dell’uso-Limitata alla guida di veicoli dotati del dispositivo alcolock’, un codice che dovrebbe rimanere per almeno due anni, a seconda della gravità del sinistro.

Limitazioni per i neopatentati

Il codice 69 prevede infatti l’obbligo di installare a proprie spese un dispositivo che impedisca l’avviamento del motore a seguito del riscontro di un tasso alcolemico da parte del guidatore superiore a zero, il cosiddetto ‘Alcolock’.

Una serie di norme riguarda poi chi ha meno di 21 anni. In questo caso, il conducente responsabile di un sinistro in stato di ebbrezza se sta circolando con il foglio rosa non potrà ottenere la patente di guida o convertirne una rilasciata all’estero prima del compimento di 24 anni.

La riforma prevede anche limitazioni per i neopatentati, come l’estensione da uno a tre anni del divieto di guidare auto di grossa cilindrata. Aumenta però la potenza delle auto che si possono guidare.

Monopattini: aumentano gli obblighi

Giro di vite sugli Autovelox installati dai Comuni solo per fare cassa, con la proposta di applicare una sola sanzione per ciascun giorno di calendario anche se vengono rilevate più infrazioni da diversi dispositivi. Ma se la stessa persona commette la violazione dei limiti di velocità all’interno del centro abitato per almeno due volte in un anno, scatta la sanzione amministrativa da 220 a 880 euro con sospensione della patente da quindici a trenta giorni 

Quanto ai monopattini elettrici, aumentano gli obblighi per i possessori e i gestori di quelli in sharing. Nei prossimi mesi, l’approvazione dei decreti attuativi da parte del Ministero dei Trasporti stabilirà i requisiti e le corrette procedure per regolarizzare il mezzo.

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Natale e carovita: quest’anno i regali ci costeranno 11 miliardi di euro

Lo ha scoperto l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG Different: nel 2024 per i regali di Natale si spenderanno complessivamente 11 miliardi di euro, pari a una media di circa 256 euro pro capite.
In Italia il Natale è un momento di celebrazione che affonda le radici nelle tradizioni familiari, e il gesto di regalare doni occupa un posto speciale nel cuore di tutti.

Ma quest’anno 6,2 milioni italiani hanno dichiarato di ridurre il budget destinato ai regali di Natale. Il 47%, pari a oltre 2,9 milioni di persone, hanno affermato di essere costretti a contenere le spese natalizie.
La causa? L’aumento dei costi fronteggiati nei diversi ambiti della vita quotidiana, come il cibo, la salute, le bollette, e tanto altro.

Chi spenderà di più? Le donne e gli over 65

Quanto al budget, per i regali le donne hanno dichiarato di spendere 298 euro, in media di più rispetto agli uomini (213 euro). Tra le fasce anagrafiche più ‘alto spendenti’, gli over 65, a cui, in media, i regali costeranno circa 373 euro, probabilmente in virtù del desiderio di rendere felici i nipotini.

Ma per non dover rinunciare allo scambio dei doni, l’1% del campione intervistato ha ammesso che farà addirittura ricorso a un prestito personale per poter mettere i pacchetti sotto l’albero.

Da Nord a Sud la voglia di celebrare non manca. Mancano i soldi

A livello territoriale sono emerse alcune importanti differenze: nel Nord Ovest , ad esempio, si tende a scegliere regali economicamente più importanti rispetto a tutto il resto della Nazione. In media gli abitanti di questa zona d’Italia spenderanno 276 euro, un valore leggermente più alto rispetto ai 262 di chi abita al Sud o nelle Isole.

A sorpresa, dati inferiore rispetto alla media nazionale per il Centro Italia (253 euro), e per il Nord Est (221 euro).
Insomma, la voglia di celebrare e di fare regali non manca, e qualcuno è disposto a spendere pur di godersi l’atmosfera natalizia.

Dagli addobbi al cenone la lista dei rincari è più lunga della “letterina”

La spesa per i regali non è l’unica: dagli addobbi al cenone fino ai viaggi l’elenco è lungo, così come la lista dei rincari, quest’anno piuttosto corposa.
Come emerso dal rapporto di Facile.it – Consumerismo No Profit, per i prezzi di pranzo o cenone l’aumento è per i beni di prima necessità, come pasta, olio, riso, farina e pane.

Per gli addobbi di Natale, l’incremento è di circa il 16%, mentre chi si concederà un viaggio vedrà rincari sui voli aerei, con aumenti fino al 100%, sui viaggi in treno, con punte del +300%, e traghetti, fino al +20%.
E se per gli hotel il rincaro medio è di ‘appena’ l’8,1%, chi si concederà una vacanza sulle piste dovrà mettere in conto fino al 30% in più sul prezzo dello skipass rispetto a 3 anni fa.

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Nel 2025 l’Intelligenza artificiale rivoluzionerà il settore business travel

L’Intelligenza artificiale e l’automazione sono protagoniste di un’evoluzione che offrirà maggiore efficienza, sicurezza e controllo dei dati anche nel comparto del business travel, e della più generale gestione delle spese aziendali (T&E). Nel 2025 l’innovazione digitale uscirà dalla fase di sperimentazione e sarà sempre più adottata nei processi aziendali. L’obiettivo è, e sarà, duplice: rimanere competitivi investendo in nuove tecnologie, e allo stesso tempo, presidiare i rischi legati a sicurezza e protezione dei dati.

Nel 2025, le aziende infatti intensificheranno gli investimenti in soluzioni avanzate, come l’AI generativa, per automatizzare anche i processi di T&E.
SAP Concur ha individuato le innovazioni che definiranno questi processi.

Investimenti in automazione e sicurezza digitale

L’aumento delle minacce informatiche renderà prioritari i sistemi di sicurezza per proteggere dati sensibili, e garantire la compliance normativa, senza rallentare l’innovazione.

Con il ritorno della maggioranza dei dipendenti in ufficio, il volume dei viaggi d’affari è destinato ad aumentare, ma con una maggiore attenzione all’ottimizzazione dei budget. Soluzioni integrate consentiranno di garantire trasparenza, conformità alle policy aziendali e prevenzione di errori e frodi, offrendo più valore con meno sprechi.

Dal report tradizionale al “rapporto di eccezione”

Grazie all’automazione, i report di spesa tradizionali saranno sostituiti da ‘rapporti di eccezione’, che evidenzieranno solo le anomalie rispetto alle politiche aziendali. Ciò ridurrà i compiti manuali per i manager e consentirà audit più rapidi e precisi.
Inoltre, dopo anni di hype, nel 2025 l’AI sarà considerata sempre più un assistente fidato, in grado di supportare i professionisti senza sostituirli completamente.
Soluzioni che automatizzano la compilazione delle note spese e permettono l’approvazione delle fatture in tempo reale guideranno il settore verso flussi di lavoro più fluidi e mirati.

L’ultima edizione del SAP Concur Global Business Travel Survey aveva già sottolineato che il 95% dei viaggiatori d’affari era favorevole all’introduzione dell’AI per supportare le proprie attività. Allo stato attuale, tuttavia, l’AI sarà percepita più come un assistente per reperire raccomandazioni e identificare anomalie di spesa, che come soluzione integrale per prenotazioni e note spese.

Esperienze utente migliorate per i viaggiatori

I professionisti in viaggio d’ora in avanti richiederanno notifiche in tempo reale su cambi di programma, nonché maggiore supporto per affrontare imprevisti come eventi climatici estremi, o problemi di carattere geopolitico.
Le aziende, attraverso piattaforme integrate, risponderanno a queste aspettative fornendo livelli superiori di assistenza e semplicità d’uso.
Insomma, il 2025 si preannuncia come l’anno della concreta rivoluzione digitale, dove le aziende nell’implementazione dell’AI passeranno dalle parole ai fatti.

Dopo anni di dibattiti e aspettative, le organizzazioni sono pronte a tradurre l’innovazione in strategie competitive, con un occhio alla trasformazione e gli investimenti in tecnologia ed efficienza (T&E).
La sfida sarà trovare l’equilibrio tra innovazione e sicurezza. Le imprese più lungimiranti hanno già predisposto piani per l’adozione di nuove tecnologie, senza compromettere la protezione di dati sensibili e solidità finanziaria.

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Acquisti online: nuovi modi alla ribalta, ma per ora pochi li conoscono

Lo evidenzia la ricerca ‘Evoluzione dell’acquisto online – comportamenti e nuove modalità di shopping’, realizzata da BVA Doxa in collaborazione con Vtex: mentre le modalità di acquisto digitale tradizionali si sono ormai affermate, le nuove tecnologie per l’e-commerce legate all’Intelligenza artificiale rimangono soluzioni ancora di nicchia.

Lo shopping online è parte integrante della vita quotidiana, con un numero crescente di prodotti acquistabili sul web. Tanto che il ricorso ai canali digitali per l’acquisto di prodotti e servizi è una prassi consolidata. Tuttavia, i nuovi modi per comprare sul web, come social commerce o live shopping, sono appannaggio di segmenti ancora ristretti di consumatori.

Novità apprezzate da giovani ed e-shopper con alta capacità di spesa

Quattro italiani su 10 dichiarano di effettuare acquisti online settimanalmente, e uno su 2 sostiene di averne aumentato frequenza e ampliato la varietà di prodotti reperiti sul web. Inoltre, nelle abitudini degli e-shopper tricolori si riscontra un’integrazione crescente tra canali fisici e digitali.
Al contempo, emergono nuove modalità di compravendita online per rispondere alle esigenze sempre più sofisticate degli acquirenti.

Si tratta, ad esempio, del social commerce o del live shopping, o ancora, del concierge commerce e del conversational shopping.
Il loro utilizzo, nonostante offra vantaggi significativi, è ancora poco diffuso, e rimane confinato a specifiche nicchie di consumatori, come giovani e persone con alta capacità di spesa.

L’e-shopping diventa social, conversational, live e concierge

Solo metà degli intervistati sa della possibilità di acquistare prodotti e servizi direttamente dai social media (social commerce), e solo uno su 10 l’ha messo in pratica.
Idem per il live shopping (acquisto direttamente durante la visione del video di presentazione online), modalità conosciuta dal 40%, ma utilizzata solo dal 7%.

Quanto al concierge shopping, che offre la possibilità di effettuare acquisti con un’assistenza personalizzata attraverso diversi canali, risulta noto al 35% del campione, di cui solo l’8% l’ha provato. In particolare, Millennial, single e alto spendenti.
C’è poi il conversational shopping, che offre consulenze tramite assistenti virtuali o chat. Conosciuto dal 30% degli intervistati e provato solo dal 10%.

L’AI integra i processi d’acquisto

Oltre il 60% degli acquirenti digitali è comunque consapevole dell’utilizzo dell’AI nei processi di acquisto online, e la metà del campione ne riconosce i vantaggi, come la possibilità di ottenere risposte e assistenza in qualsiasi momento.
Emergono però alcune preoccupazioni riguardo la protezione dei dati personali e l’affidabilità delle informazioni.

Quanto alla realtà aumentata e virtuale (AR/VR), uno su 10 l’ha già provata durante il processo di acquisto, soprattutto giovani, studenti e persone con alta capacità di spesa. Se l’AI trova applicazione soprattutto nelle categorie spesa alimentare, cura della persona e salute, AR e VR sembrano più adatte ad acquisti legati alla casa, grazie alla possibilità di visualizzare i prodotti ‘inseriti’ nel proprio ambiente domestico e a quella di una personalizzazione in tempo reale.

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